Ciriello: "Spalletti sembrava il colonnello Kurtz. Sapete cosa mi dissero Zeman e Milutinovic?"

Marco Ciriello noto giornalista e scrittore, ha rilasciato alcune dichiarazioni a Radio Amore Campania per analizzare il momento del Napoli di Spalletti,
Marco Ciriello, giornalista del quotidiano "Il Mattino" e noto scrittore, è intervenuto ai microfoni de "I Tirapietre", programma radiofonico condotto da Luca Cirillo, Donato Martucci e Francesco Capodanno, sulle frequenze di Radio Amore Campania. "Io premierei tutti gli allenatori per il coraggio che hanno nel rispondere a certe domande cretine. Per quanto riguarda Spalletti - spiega - lui cerca di darsi un tono, parla a bassa voce, come faceva Zeman. Una volta al boemo, a cena, chiesi perché parlava a bassa voce e lui disse: "Se volete ascoltarmi dovete sforzarvi di sentire. Spalletti a Sky, dopo la sconfitta col Milan, sembrava il colonnello Kurtz, il personaggio di Apocalypse Now interpretato da Marlon Brando: è incredibile, diceva di aver visto cose assurde. Mi sono chiesto cosa gli avesse preso improvvisamente rispetto alle dichiarazioni precedenti. Ha detto a Ugolini: "Io domani sto là, a Castel Volturno". E certo, perché non dovresti stare là? De Laurentiis ti paga. Anche Insigne è ancora lì, nonostante abbia altri appuntamenti e la testa altrove".
Poi ha aggiunto: "Spalletti è stato sfortunato due volte, perché tra l'altro è morto Wilson, e quindi mi sono dovuto spostare sul pezzo dedicato all'ex Lazio (sorride, ndr). Il Napoli non è una squadra de puta madre come mi avrebbe detto Milutinovic, che ho conosciuto. Non è possibile che Spalletti annunci: "siamo più motivati del Milan" e poi il Napoli gioca un quarto d'ora. Il Milan si è impossessato del Napoli, giocavano con il joystick, assurdo. Citazione di Maradona? Bisognerebbe istituire i corsi maradoniani se vuoi giocare del Napoli. E' evidente che adesso Diego si sta occupando del conflitto in Ucraina, non può pensare agli azzurri. Se tu, caro Spalletti, vuoi essere veramente immortale, devi prendere Zielinski e dirgli: "Ma amico caro, vuoi essere ricordato come un grande calciatore o un refolo di vento?".
Infine ha aggiunto: "Tornando alla Lazio di Maestrelli, quella era veramente una grandissima squadra. Wilson sembrava Beckenbauer. L'unico che mi è piaciuto è stato Osimhen, sembrava un non avvisato, giocava una partita tutta sua. Faceva tenerezza, lottava solo lui contro il Milan. Il corto muso di Allegri? Sembra stare in un Topolino, usano tutti questa parola, ma che bruttura, smettiamola. Domande in conferenza? Fateci caso, Spalletti non le sente proprio, poi si prende delle pause lunghissime. Lanciamo un appello, non si può usare sempre Diego Maradona, si può usare solo una volta, un jolly unico. Troppi toscani nel Napoli? Ma prendiamo un allenatore di Cefalù, prendiamo uno slavo, un russo, perché no?", conclude scherzando il giornalista.








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