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Ciciretti: "Sarei felice di restare a Napoli per giocarmela. Sapete cos'ho tatuato sulla schiena?"


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Pubblicato nella sezione Interviste
Ciciretti: Sarei felice di restare a Napoli per giocarmela. Sapete cos'ho tatuato sulla schiena?

L'esterno offensivo di proprietà del Napoli ha rilasciato alcune interessanti dichiarazioni sul proprio futuro.


Amato Ciciretti ha parlato a gianlucadimarzio.com: "Non è facile oggi mostrarsi per quello che siamo. Oggi con i social il mondo è diventato inevitabilmente più piccolo. E le distanze si sono ridotte. Troppo semplice tramite Instagram ferire e insultare. E’ di una semplicità incredibile. Sono un ragazzo che si espone tanto, è vero. Ma qualsiasi cosa postavo prima di La Spezia mi insultavano. Questo alla lunga dà fastidio. Il gol di venerdì scorso e la vittoria del campionato hanno rappresentato una liberazione. Il Parma ha speso tanto per me, giusto che lo ripagassi così”.


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"Ceravolo? bbiamo avuto un periodo difficile entrambi. Quando mi ha chiamato il Parma ero infortunato, mi sono rimesso ma poi ho avuto problemi su problemi. Mi sono ripreso e quella sera il destino ha voluto che segnassimo io e Fabio: grande emozione. E’ stato lui che mi ha invogliato di venire a Parma, ho avuto richieste in Serie A ma il Benevento non ha voluto mandarmi altrove se non lì. Come se fossi stato messo un po’ alle corde: ‘O vai a Parma o vai a Parma’. E allora dentro di me speravo di potermi giocare la promozione e le mie carte in una città fantastica con una grande tifoseria.


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L’anno prossimo? Dico la verità: se ovviamente avrò l’opportunità di rimanere a Napoli la prendo, mi gioco le mie carte. Con loro ho un quadriennale, giusto che decidano loro. Sarei felice di giocare lì, non nego. E’ una piazza importante, in Italia e fuori. Se loro decidessero che devo andare in prestito il mio desiderio sarebbe però quello di ritornare a Parma. Città splendida, tifosi fantastici. Parma è la prima scelta. Si è creato un gruppo splendido: prima dell’ultima partita Frediani, ad esempio, si è buttato in mare per pegno. Lo provocavamo, gli dicevamo che non avrebbe mai avuto il coraggio. E invece… . Era un rito. Tatuaggi? Mi piacciono, quello più significativo ce l’ho dietro la schiena. Ritrae me e mio nonno che non c’è più: lo accompagno in Paradiso, verso una vallata. Sopra c’è un orologio che indica il tempo trascorso con lui, poi Gesù che lo accoglie. Credo molto in Dio”."


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