Ciciretti: "Io flop al Napoli? A quell'età pensavo solo a una cosa"

Amato Ciciretti, ex giocatore del Napoli, ha parlato della sua avventura in azzurro ai microfoni del 'No Lies Podcast'.
Ci sono storie calcistiche che sembrano scritte per insegnare qualcosa. Non grandi favole, non trionfi o cadute clamorose, ma storie di uomini e scelte, spesso sbagliate, che diventano lezioni per chi guarda. Una di queste è quella di Amato Ciciretti, talento cristallino che il Napoli provò a lanciare ma che, per sua stessa ammissione, arrivò nel posto giusto al momento sbagliato.
Ospite del 'No Lies Podcast', l'ex giocatore azzurro ha raccontato senza filtri cosa non ha funzionato nella sua breve e tormentata avventura a Napoli. E lo ha fatto con una sincerità rara nel calcio di oggi: "Qual è il compenso più alto che ho guadagnato? Ho guadagnato 700mila euro al Napoli. Io inizialmente non ci credevo perché venivo dall'anno di Benevento che guadagnavo 30mila euro, l'anno dopo 120mila e in Serie A 250. Poi, a metà anno, si è fatto avanti il Napoli e sono passato a 700mila, io a quell’età non ci credevo".
Un salto economico enorme. Forse troppo. Perché il punto, come lo stesso Ciciretti oggi riconosce, non erano i soldi: "Però i soldi in quel momento, a 22-23 anni, non è la cosa più importante. C’erano altre cose che dovevano essere fatte, come delle scelte. Magari uno pensava ai soldi, piuttosto che alla squadra".
Infine chiosa: "A 22-23 anni un ragazzo deve fare un percorso prima di provare ad arrivare in un top club. Sennò non ha alcun senso passare da una piccola a una grande".






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