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Ciccarelli: "Tre nomi per il Napoli. Sarri tra Woody Allen e Fellini, su Ibra e Totti..."


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Pubblicato nella sezione Interviste
Ciccarelli: Tre nomi per il Napoli. Sarri tra Woody Allen e Fellini, su Ibra e Totti...

"Roma e Napoli fanno una guerra tra poveri che indebolisce entrambe. La Juve in 3 anni ha dato 20 punti di distacco alla seconda classificata e questo non è ammissibile per due squadre che ambiscono a certi livelli".


E' già tempo di calciomercato. Il campionato di Serie A è finito da qualche settimana, ma impazzano le voci sulle possibili compravendite e sulla prossima griglia scudetto. Di questo e di tanto altro, ne abbiamo parlato con il collega Leonardo Ciccarelli, giornalista Cronache di Napoli e Teleclubitalia, nonchè Match analyst dell’Aiapc (o assoanalisti)

"Questo Napoli è difficilmente migliorabile". Un pensiero condiviso da tanti addetti ai lavori. Eppure da che calcio è calcio, "ogni squadra si può sempre migliorare". Dov'è la verità?


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“Nella seconda opzione per me. Niente al mondo è perfetto, sicuramente non può esserlo una squadra arrivata terza. Lo si diceva anche l’anno scorso, e dopo il primo anno di Benitez, invece si può e si deve migliorare obbligatoriamente, altrimenti si perde terreno. Penso però sia difficilmente migliorabile con i parametri imposti dalla società, quello sì, ma quei parametri possono essere aggirati, prendendo giocatori dal grande talento ma ancora in erba e facendoli crescere. Quest’anno abbiamo visto che impronta possano dare i Diawara e gli Zielinski, anche se Sarri nei momenti importanti si è affidato ai suoi fedelissimi, non a caso per larga parte del girone di ritorno il Napoli ha giocato con 11 calciatori su 11 presenti lo scorso anno. Questo è un dato che trovo molto interessante e che dimostra quanto si possa migliorare, soprattutto sotto l’aspetto emotivo della compagine, cosa che un ragazzo alle prime armi non può dare. Il modello Borussia, che sembra preso ad esempio anche dal Napoli, per me è vincente per le squadre con il target come quello degli azzurri quindi questa squadra si può e si deve migliorare, anche seguendo i parametri societari, non per forza andando a prendere Busquets e Bonucci in giro per il mondo, ma prendendo i nuovi Busquets ed i nuovi Bonucci per fare una squadra molto forte e puntare allo scudetto. E’ difficile, ma si può fare e soprattutto, non bisogna mai dire che il Napoli non si può migliorare, sono solo scuse”.

Questione Reina: da confermare come titolare, fargli accettare il ruolo di vice o cederlo subito?

“Penso che Reina sia ancora oggi uno dei migliori portieri del campionato, anche perché se le statistiche lo collocano intorno al centroclassifica. Ciò che le statistiche non contano sono i fattori intangibili che nelle performance analysis si stanno cercando di inserire, ovvero l’aspetto psicologico dell’atleta. Reina su questo è secondo solo a Buffon probabilmente e quindi nel mio personale percorso mentale che mi sono fatto per un Napoli da scudetto, Reina è il secondo portiere di un giovane fenomeno (e ce ne sono) che in caso di difficoltà possa avere uno che ha giocato centinaia di partite in Champions League a fare da chioccia. Bisogna vedere però se il Napoli voglia tenere un giocatore da 3 milioni di euro fissi in panchina e se lui voglia accettare un ruolo da secondo, soprattutto alla vigilia dell’ultimo mondiale della carriera dove lui, nonostante la pessima partita fatta con la Colombia, ha concrete chance di convocazione dato che tra i portieri spagnoli più vecchi sembra ancora quello più in forma quindi Lopetegi può pensare a Reina in un lotto di 3 con De Gea e Kepa Arrizabalaga o Sergio Rico.

Insigne-Mertens-Milik-Callejon: quartetto da scudetto? Sarri ha detto che sta studiando un sistema per farli giocare insieme. E' possibile?

"E’ possibile in un 4-2-3-1 ma non so quanto sia necessario. Penso che una squadra che fa 60 partite l’anno debba far ruotare semplicemente tutti, senza avere la fretta o l’obbligo di farli giocare tutti insieme. Se poi Sarri trova la quadra, e lui ce la può fare, ben venga. I calciatori di talento possono sempre giocare insieme e questi 4 sono da scudetto senza ombra di dubbio".

Hamsik, stando a quanto dice Nedved, avrebbe vinto il pallone d'oro se avesse giocato con la Juventus. Voleva forse dire che la Juventus con Hamsik avrebbe vinto la Champions?

"Penso che alla Juventus sia mancato più un Pogba che un Hamsik per la Champions. Ritengo comunque Hamsik un calciatore che può fare la differenza ovunque e che mi porterebbe a spendere qualsiasi cifra se fossi un presidente di una squadra di calcio. Solo lui ed Iniesta hanno questo tipo di caratteristiche, abbinando eleganza, genio, serietà. Iniesta ha ovviamente dei piedi più raffinati, è inarrivabile e penso sia uno dei migliori giocatori di sempre, Hamsik però a livello di fiuto del gol non è secondo a nessuno e vede l’azione un paio di tempi di gioco prima dei suoi compagni e cosa ancora più necessaria, prima dei suoi avversari. Non so se con Hamsik la Juventus avrebbe vinto la Champions, sicuramente meglio averlo che non averlo anche se sei una squadra che viene da 6 scudetti consecutivi, però Hamsik in una big vincente avrebbe sicuramente avuto le proprie chance. Vincerlo, non penso lo avrebbe vinto, proprio perché non lo ha nemmeno vinto Iniesta. Al tempo di Ronaldo e Messi, non c’è trippa per gatti".

Roma e Napoli stanno alla Juve in Italia, come la Juve sta ai top club in Europa. Sei d'accordo?

"No, penso che la Juve sia un top club in Europa, Napoli e Roma non sono ancora top club in Italia. Le avversarie della Juve fanno il solletico in campionato ai bianconeri, che si possono prendere la briga di giocare come vogliono e di perdere pure quando vogliono perché tanto lo scudetto lo vincono lo stesso, La Juve invece in Europa è arrivata due volte in finale di Champions, che ormai sembra una maledizione e fanno ridere anche a me gli sfottò, ma arrivaci in finale e poi parliamo. La forza di questa Era Allegri è proprio il far sembrare che tutto sia dovuto, come i due double consecutivi, cosa che prima di lui era accaduta solo 5 volte in 90 anni. La Juve è uscita a pezzi dalla finale col Real, ma ha dimostrato in questi 3 anni di poterci stare al tavolo dei grandi, uscendo per caso contro il Bayern di Guardiola, e battendo più volte il Barcellona, lo stesso Real Madrid. La partita col Monaco è passata in secondo piano perché non è un nome altisonante, ma hanno resistito ad un’onda d’urto che ha fatto cadere tutti prima di loro".

"Invece Roma e Napoli fanno una guerra tra poveri che indebolisce entrambe. La Juve in 3 anni ha dato 20 punti di distacco alla seconda classificata e questo non è ammissibile per due squadre che ambiscono a certi livelli".

Se il Napoli di Sarri fosse un film di Woody Allen quale sarebbe? E in generale?

"Per me sarebbe Io&Annie anche se magari è scontato. Il Napoli è romantico, fa divertire e fa pensare, è una continua citazione ed è ricercato, sofisticato. E’ il Bello per antonomasia ed è proprio un film di Woody Allen. Anche all’interno della storia, il Napoli è come Alvy Singer: un ipocondriaco, (noi ci sentiamo sempre attaccati da tutti), sognatore e un po’ presuntuosetto che ha un unico obiettivo, quello di passare la vita insieme alla donna che ama, solo che quella donna, non ci sta. Restano amici, c’è rispetto ma niente da fare. Quella donna, per Woody si chiamava Annie, per noi, Scudetto. In generale potrei dire Amarcord di Fellini, una squadra onirica come la sua Rimini, forse meglio di quello che è in realtà, bella bella in modo assurdo, citando un altro film, allo stesso tempo casereccia e familiare. Forse solamente un po’ incompiuta".

Si parla tanto di Falletti in orbita Napoli. Acquisto giusto?

"Acquisto giusto se si vuol dare un’alternativa tattica a Sarri. Per me Falletti resta e resterà un trequartista. Gli esperimenti come ala destra e sinistra non sono riusciti quindi non vedo perché si debba mettere un giocatore di Serie B a 24 anni in mano a Sarri solo per sperare che cambi di ruolo. Se poi lo si prende per fargli fare il trequartista, ben venga. E’ un giocatore che può entusiasmare il San Paolo da buon sudamericano, poi ragazzo serio e perbene che forse merita un’occasione come quella del Napoli. Se arrivasse, sarei contento e lo accoglierei come una specie di Giaccherini, quindi un petalo di una grande rosa. Se non arrivasse, non mi strapperei i capelli".

Pensa per un attimo di essere Giuntoli con carta bianca: chi prenderesti per dare l'assalto al tricolore? Tre nomi.

"Con carta bianca prenderei Bonucci, Cortois e Modric. Se invece dobbiamo restare nei ranghi, farei di tutto per prendere Vallejo dal Real Madrid, Lafont del Tolosa e Ruben Neves del Porto. Penso che con 100 milioni si possano prendere tutti e 3, altrimenti sostituirei Vallejo con Rugani".

Totti e Ibra devono continuare a giocare?

"Totti, se deve giocare, per me deve andare al Trastevere e portare la sua prima società in Lega Pro perché quest’anno lo meritavano e non ci sono andati. Altrimenti, no. Si deve ritirare, anche perché non si regge in piedi francamente. Ibra sì. A Napoli si è urlato al miracolo per il rientro record di Milik, Ibra già cammina senza grucce e palleggia come se non avesse avuto problemi, è allucinante. Poi con la sua personalità la sua forza. Deve giocare. Il Napoli ha ancora la 9 senza proprietario, vero?"

Per concludere, con l'attuale rosa, quale modulo alternativo vedresti di buon occhio?

"Il calcio ormai non si può più commentare a moduli, il sistema di gioco sarebbe tale anche con un 3-5-2 quindi la vedo dura. Penso però che Sarri potrebbe provare più spesso il 4-2-3-1 come detto in precedenza, sia per far giocare tutti i big insieme, sia per provare qualcuno più estroso come trequartista, senza perdere però in copertura. Mi riferisco a Zielinski in particolare, o Rog, che in Croazia ha giocato molto spesso da trequartista nel 4-2-3-1 della Dinamo Zagabria".


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