Ciccarelli: "Il Napoli che sogno? Un solo nome! Epicuro e le fake news che peggiorano la pandemia"

Il giornalista di Cookist ha condiviso pensieri e riflessioni in seno alla rubrica "Incubo Covid-19 e il Napoli che sogno".
Sono giorni difficili e tragici per l'Italia, lacerata dalla pandemia coronavirus. Parlare di sport, di calcio, visto il numero di vittime che piange il nostro Paese, può risultare fuori luogo, ma il nostro intento, con la rubrica "Incubo Covid-19 e il Napoli che sogno" vogliamo tornare un po' bambini tra gioco, sogno e proiezione. Un pensiero positivo per attirare l'arrivo del nuovo "giorno", quello in cui tutti torneremo a vivere serenamente. Almeno questo è l'auspicio. Abbiamo chiesto a giornalisti e personaggi sportivi di raccontarci come stanno vivendo l'emergenza. Non poteva mancare una richiesta al fanciullo e al tifoso che è in ognuno di noi: quale sarà il Napoli che verrà? L'ospite di oggi è Leonardo Ciccarelli, giornalista.
Assodato che il calcio in questo momento non è la priorità, come vivi le tue giornate e che consiglio/parere senti di dare al di là delle leggi e regole varie?
"Il consiglio che mi sento di dare è quello di informarsi solo su testate autorevoli, riconoscibili. Niente gruppi Whatsapp, niente amico del fratello del cugino che fa l’infermiere mi ha detto questa cosa. Fonti autorevoli, giornali autorevoli. Le fake news stanno rendendo questa pandemia ancora peggiore, se è possibile".
Domanda banale, ma necessaria: cosa ti ha insegnato o ti sta insegnando questo momento storico per l'Italia?
"Mi ha insegnato che non c’è sempre una prossima volta. Che non bisogna rimandare troppo le cose, che bisogna godersi il momento. Ci hanno insegnato che Epicuro fosse un filosofo fico solo a 15 anni perché cede agli istinti, invece forse è vero: dal banchetto della vita ci si può alzare in qualsiasi momento e non bisogna avere rimpianti".
Messi e tanti altri calciatori hanno detto sì al taglio degli stipendi, mentre altri storcono ancora il naso. Il tuo punto di vista
"Sono liberissimi di farlo. Fanno un lavoro, ognuno è libero. I calciatori sono più in vista e quindi lo vogliamo da loro come si suol dire ma non mi aspetto che siano loro a fare qualcosa in questo momento. Sono i veri ricchi a dover fare qualcosa. Sono i grandi capitalisti a dover tagliarsi gli stipendi".
Nel rispetto di tutti, ma facendo emergere il bambino che è in noi e che ama il calcio, che Napoli sogni guardando già al prossimo anno?
"Sogno un Napoli vincente, è una risposta scontata. Proprio per coerenza devo rispondere in questo modo però: basta aspettare, basta progetti a 10 anni mai messi in atto e che si rinnovano quinquennio dopo quinquennio. Ora è il momento di agire, anche perché il Napoli, in teoria, parte da una base economica superiore a quasi tutte le dirette concorrenti. Solo la Lazio ha un’opportunità migliore del Napoli per come si sono messe le cose (e magari sì, sogno un Napoli con Tare e con ampio margine di manovra)".








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