Chirico: "ADL fomenta odio e violenza, va punito: Pecoraro lo farà? Non è vendetta: è giustizia"

Marcello Chirico, giornalista di fede bianconero, in un suo articolo, ha puntato il dito contro il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis.
Marcello Chirico, giornalista di fede bianconero, in un suo articolo, ha puntato il dito contro il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis. Questo il suo pensiero affidato al portale ilbianconero.com: "Notizia: la Procura Federale è riuscita ad aprire un fascicolo su quello che ha detto Aurelio De Laurentiis prima del recente boxing day. Adesso, però, bisognerà vedere quanto tempo impiegherà il procuratore federale a decidere quali provvedimenti prendere - e se davvero li prenderà - nei confronti del presidente del Napoli, squadra per la quale Pecoraro ha ammesso di tifare. Ce la farà? Non coltivo grandi aspettative, sapendo come gira e come ha girato finora il fumo in Figc. Il neo presidente Gravina, dopo i casini scoppiati prima e durante Inter-Napoli, ha promesso che, d'ora in poi, la Federazione non tollererà più nulla. Soliti proclami. Come ha detto Allegri, servono i fatti".
Chirico ha poi aggiunto: "Finora, dal movimentato boxing day di Santo Stefano, l'unico a pagare - con 10 mila euro di multa - è stato, però, proprio il tecnico livornese per le insinuazioni sulla procura federale e i suoi collaboratori, espresse (pare) al termine della gara di Bergamo. Di Allegri è ampiamente documentato il generico appello rivolto ai “maggiori tesserati” a non lamentarsi, perché così facendo innescano i fattacci, come quelli di San Siro (amara previsione). Sul resto, fa fede quanto riportato dagli ispettori federali sul loro rapporto. Se Allegri ha esagerato, la sanzione è giusta. Peggio, però, è dire - prima di una partita - che l'arbitro è cattivo, non imparziale, non una persona perbene, e che il Var porta acqua solo ai soliti mulini. Praticamente, un calcio corrotto. E se a dirlo è un presidente di club è, semplicemente, inammissibile. Sostenere, per pura e semplice partigianeria, che queste dichiarazioni non sono gravi o - al massimo - simili a quelle di Allegri, significa essere in totale malafede. Attendiamo fiduciosi sviluppi. Sia chiaro, non per un desiderio di vendetta, ma per giustizia. Perché bisogna anche smetterla di fare demagogia, retorica e moralismo spinto tutte le volte che accadono episodi incresciosi nel calcio, anziché andare a punire in modo serio fomentatori e violenti. Per quanto riguarda questi ultimi, la soluzione è semplice: li si va a stanare uno per uno, perché la Digos li conosce quasi tutti, e gli si impedisce per davvero di mettere piede negli stadi. Se però il primo ad andare alle feste degli ultrà e ad abbracciare i violenti è il Ministro degli Interni, non si comincia bene. Perché l'ordine pubblico deve garantirlo lo Stato, non la Federazione. Quest'ultima può e deve intervenire sui sobillatori, sugli addetti ai lavori che pensano di poter dichiarare di tutto, ma così facendo delegittimano e screditano l'intero sistema calcio, solo per ricevere consenso e applausi dalla propria piazza d'appartenenza. E in questo De Laurentiis è un maestro. Per ogni scudetto perso, la scusa ce l'ha sempre pronta: campionato falsato, qualcuno ha barato. Accuse gravissime, infamanti, che ADL finora ha potuto pronunciare e reiterare tutte le volte che ha voluto, senza ricevere nemmeno un rimbrotto da quella FIGC che ora promette il pugno duro. Ci dobbiamo credere?".







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