Chiariello svela: "Né Insigne né Allan, il capo dell'ammutinamento fu un altro"

Interessante retroscena raccontato dal giornalista di Canale 21. Umberto Chiariello ha ricordato quanto accadde in occasione dell'ammutinamento del Napoli.
Umberto Chiariello, giornalista ed opinionista di Canale 21, nonché direttore della redazione sportiva dell'emittente 'Radio Punto Nuovo', ha rilasciato alcune dichiarazioni sul calcio italiano ai microfoni di Campania Sport, trasmissione di approfondimento sui temi più caldi del momento in casa partenopea e non solo. "E' un campionato reso ridicolo da chi lo gestisce. Un campionato - ha sottolineato il noto cronista - che andava fermato, ormai privo di ogni senso. Non è pensabile - ha aggiunto - che un'ASL dica una cosa diversa da un'altra e la Lega Calcio non riesca a tenere la situazione sotto controllo. Si gioca solo per non perdere i diritti televisivi" ha sbottato Chiariello.
"Assistiamo a partite farsa. La Roma si fa sorpassare in meno di dieci minuti contro la Juventus e perde di rimonta. Tutto ciò non ha senso. Partita del Napoli tranquilla: ha fatto quello che doveva fare, contro la Sampdoria".
Sulla firma di Lorenzo Insigne con il Toronto, infine: "Di chi è la colpa dell'addio di Lorenzo? Non ci sono colpevoli. C'è chi sostiene che Aurelio De Laurentiis abbia voluto mandarlo via per la famosa questione dell'ammutinamento? Non è così. Semplicemente, per trattenere Insigne, un trentenne, il Napoli avrebbe dovuto sborsare 40 milioni di ingaggio per i prossimi quattro anni: di fatto, avrebbe dovuto ricomprarselo. Comunque, fu Dries Mertens, non Lorenzo Insigne o Allan, il capo dell'ammutinamento" ha ricordato Chiariello.








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