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Chiariello: "Senza Juventus, Milan e Inter si ammazza la Serie A"


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Pubblicato nella sezione Interviste
Chiariello: Senza Juventus, Milan e Inter si ammazza la Serie A

"Francesco Totti è l'ultimo dei moicani. La SuperLega è una grande occasione perduta": è il pensiero di Umberto Chiariello, opinionista di Canale 21.


Umberto Chiariello ha parlato anche di SuperLega durante il suo editoriale per Campania Sport: "SuperLega? La Champions League è stata rifondata in maniera indegna e vergognosa. La SuperLega era una specie di Congresso di Vienna di restaurazione, per tornare al Medioevo, dove si dava potere al feudatario per diritto divino. Volevano che vincessero sempre gli stessi? Ma perché, non vincono lo stesso? L'ultimo dei Moicani, in Italia, si chiama Francesco Totti. Dopo i super debiti della famiglia Sensi, hanno vinto solo loro: Juventus, Milan e Inter. Abbiamo ammazzato nella culla il golpe, la restaurazione. Cosa resta? La morte del calcio, perché lo sport è bello quando è competitivo. La SuperLega è solo una grande occasione perduta. E' evidente, e lo dico senza possibilità di smentita alcuna, che al mondo non esistono competizioni simili che non considerino il merito come fattore fondante".


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Chiariello ha poi aggiunto: "Su invito, nel mondo dello sport, si va al 'Sei Nazioni', ma è altra storia, non sostituisce i campionati. Il vero modello a cui ci dobbiamo attenere ce l'abbiamo sotto gli occhi: il Basket. In piena crisi, la pallacanestro ha deciso di fare l'Eurolega. Sembrava si dovesse rompere tutto, ci fu lo scontro con la FIBA, la federazione europea, ma alla fine l'Eurolega è nata, cresciuta e rappresenta la sola alternativa vera all'NBA. Anche in Eurolega, però, il merito esiste. Tant'è vero che chi non fa bene va fuori. La Virtus Bologna, ad esempio, non è in Eurolega. Se la SuperLega fosse stata aggiustata con promozioni e retrocessioni, avremmo avuto una fase apicale del panorama calcistico. I ragazzi non guardano la tv, ma smartphone e tablet. Ecco, serviva una SuperLega trasmessa in streaming. Aleksander Ceferin passa per il salvatore del calcio europeo, quando è stato l'unico, durante la pandemia, ad aumentarsi lo stipendio. La sua riforma non salva niente. Un calcio di vertice sarebbe stato importantissimo, per questo Aurelio De Laurentiis ha taciuto, senza parlare contro Andrea Agnelli e Florentino Perez: perché ha una visione. Andava solo introdotto il concetto del merito. Il calcio senza Juve, Milan e Inter non è calcio: lo avremmo ammazzato, se davvero le avessimo escluse dalla Serie A, come chiedeva qualcuno. Se vogliamo vincere, dobbiamo battere i club storici, non eliminarli".


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Gianluca Vitale
Giornalista dal 2013, iscritto all'ODG Campania e titolare di Carte de Presse Internationale IFJ. Ha lavorato con più redazioni online sul Calcio Napoli. Specializzato in esclusive e calciomercato.
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