Chiariello: "Sentenza sconvolse il calcio, società "sotto ricatto" di calciatori, familiari e procuratori"

Umberto Chiariello nel suo editoriale ha parlato della sentenza che ha rivoluzionato i contratti dei calciatori ed il mondo del calcio in generale.
Umberto Chiariello, giornalista vicino alle vicende del Napoli, è intervenuto con il suo editoriale ai microfoni di "Un calcio alla radio" su Radio Napoli Centrale, per parlare della sentenza Bosman che cambiò il mondo del calcio: "Il dato che mi fa davvero riflettere è quanto le società di calcio, oggi, siano ostaggio del sistema creato dalla sentenza Bosman. A marzo è possibile che questo sistema venga ulteriormente deflagrato da un’altra sentenza dalla Corte della Giustizia Europea che riguarderà i poteri di FIFA e UEFA. La sentenza Bosman ha lasciato strascichi importanti. Molti anni, orsono, quando il calciatore era ancora definito cespite, apparteneva all’azienda calcio, veniva acquistato e venduto come un macchinario di una normale azienda. Il sindacato calciatori, ad un certo punto, pretese e ottenne che il calciatore non fosse trattato come un pacco postale e che potesse avere diritto alla partecipazione sulla decisione, approvando la scelta della società. La sentenza Bosman spazzò via tutto. Un calciatore belga, Bosman - non il famoso olandese che contese il posto a Van Basten nell’Europeo dell’88 – che si rivolge alla Corte di Giustizia Europea per affermare i suoi diritti di lavoratore e nacque una sentenza rivoluzionaria".
Inoltre, Chiariello, ha aggiunto: "Fu sancita la libera circolazione dei lavoratori, e quindi anche dei calciatori, che a scadenza di contratto potevano accasarsi dove più gli fosse aggradato. Questo sconvolse il mondo del calcio, cambiò tutto e portò una bolla speculativa da cui hanno tratto vantaggio solo i calciatori. L’unica arma delle società era dare più soldi ai calciatori e contratti lunghi per poterli tenere vincolati a sé. La deriva di questa vicenda è stata quella di mettere le società “sotto ricatto” di calciatori, familiari e procuratori perché i contratti sono diventati, di fatto, unilaterale".
"Se io calciatore firmo un calciatore con una società per un milione di euro all’anno, per cinque anni, e faccio male, la società non mi può mandare via né può abbassarmi lo stipendio, mi deve corrispondere ciò che per contratto mi ha stipulato. Essendo un contratto l’incontro di due volontà che firmano un documento reciprocamente, da rispettare, la società è tenuta a farlo allenare, pur tenendolo fuori rosa, dargli tutto ciò che gli va dato, compresi i soldi pattuiti". Ha concluso Umberto Chiariello nel suo editoriale.








Napoli-Frosinone: 3-0, commento e analisi in 3 minuti
Il Napoli ha già scelto il sostituto di Anguissa
Napoli, calendario Champions 2026-2027: data e ora delle 8 gare
"1 agosto 1926", coro e testo
"Sono napoletano", coro e testo
Guarda tutti i video pubblicati su AreaNapoli.it
