Chiariello racconta: "Gridavano: tibia e perone! Sono sceso come una furia, signore attaccate..."

Il giornalista ed opinionista di Canale 21, direttore della redazione sportiva di Radio CRC, ha raccontato un aneddoto personale.
Umberto Chiariello, giornalista ed opinionista di Canale 21, direttore della redazione sportiva di Radio CRC, ha raccontato un aneddoto personale: "Ero andato a vedere una partita di calcio di mio figlio. Sugli spalti, un ragazzino gridava: 'Tibia e perone, tibia e perone!'. Insomma, incitavano a rompere la gamba agli avversari. Non faccio sconti a nessuno. Ho preso quei ragazzi e li ho rimproverati aspramente. Mi hanno risposto in malo modo. Finita lì? No".
Chiariello ha aggiunto: "Al successivo intervento, sono sceso come una furia sulle tribuna ed ho acchiappato quel ragazzo per l'orecchio... Mi ha detto: 'Non toccarmi'. Gli ho risposto: 'E se ci fosse tuo fratello, in campo?'. Dopo poco, ci siamo riparlati con calma e il ragazzo ha capito che certe cose non si dicono. Qualcuno da dietro, però, ha affermato: "Ma a Higuain sì, a lui si dice'. Ebbene, io contesto il modo di fare tifo in Italia. Quando ragazzi di famiglie perbene, pensando di scherzare, augurano il male all'avversario, vuol dire che ormai il male è alla radice, il nostro paese è malato. Mi ha scandalizzato di più il bravo ragazzo figlio di avvocato di Posillipo che voleva solo scherzare, piuttosto che certi animali che ho visto sugli spalti. Ho visto signore attaccate alla rete per partite di ragazzini di tredici anni e riempire un arbitro di diciassette anni, che potrebbe esser eil figlio, di parolacce irripetibili. Mia moglie odia tutto quello che gira attorno al calcio, certe cose proprio non le piacciono".







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