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Chiariello: "Parlai da solo con De Laurentiis, uscii molto turbato. Mi disse: li dovevo vendere"

Il retroscena del giornalista di Canale 21: "Mi preoccupai dopo aver sentito le parole del presidente del Napoli".


Gianluca VitaleGianluca VitaleGiornalista

13/11/2022 20:57 - Interviste
Chiariello: Parlai da solo con De Laurentiis, uscii molto turbato. Mi disse: li dovevo vendere

Umberto Chiariello ha analizzato la stagione del Napoli ai microfoni di Canale 21 durante la trasmissione Campania Sport. "Si è chiuso il primo ciclo della stagione, quello che anticipa il Mondiale. Il campionato era iniziato con striscioni di protesta per l'acquisto di Kim Min-Jae. C'era chi dava del pezzente ad Aurelio De Laurentiis, chiedendogli di sparire. Questo era il clima che si respirava a Napoli in estate. Sabato, invece, la squadra di Luciano Spalletti ha ottenuto l'undicesima vittoria di fila, nonostante un piccolo blackout. La curva ha esposto uno striscione molto bello: 'Un brivido ci percuote la schiena, quando spavaldo ti vedo padrone della scena. Facce felici popolano i nostri gradoni, per uomini degni delle nostre emozioni'. Insomma, è cambiato tutto".

Chiariello ha poi aggiunto: "Vi svelo un retroscena: solo una volta ho avuto il piacere di parlare con Aurelio De Laurentiis di persona: è stato l'8 gennaio dell'anno di Gennaro Gattuso, all'indomani della sconfitta contro lo Spezia di Vincenza Italiano. Uscii molto turbato da quell'incontro, per quanto gradevole, perché il presidente mi disse: 'Io ho sbagliato tutto. Mi dicono che sono senza cuore, ma io mi faccio prendere dai sentimenti. Dovevo vendere Allan e Koulibaly quando potevo. Adesso, non ce n'è più per nessuno. Io rispetto i contratti e li onoro: ho pagato gli stipendi e continuerà a farlo, ma quando scadranno i contratti, saprò io cosa fare'. Ecco: uscii turbato, perché avevo capito che la storia di Insigne, Mertens e tutti coloro che erano a scadenza, come Koulibaly, Ospina e Fabian, stava per finire".


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"Eppure - ha proseguito Chiariello - sapevo che il patron stava lavorando da un anno prima a questo progetto. Mi disse anche che Gattuso doveva finire il campionato, perché la dirigenza aveva bisogno del tempo giusto per scegliere il suo erede. Non ho niente di personale verso Gattuso, che ho amato tantissimo da calciatore; semplicemente, non lo ritenevo un allenatore da Napoli. De Laurentiis ha scelto Luciano Spalletti, nonostante qualche perplessità per il suo ego notevole ed un carattere particolare. Tutti, però, sanno che si tratta di un signor allenatore: lo dicono tutti, se chiedi a chi ha lavorato con lui".

"Il progetto era chiaro: rifondazione. Il presidente disse: 'Non posso continuare a perdere soldi'. E aveva ragione. Mi preoccupai, sentendo parlare di monte ingaggi da abbassare e giocatori da vendere. Ma De Laurentiis mi convinse aggiungendo: 'Finché ci sarà io, avremo una squadra da vertice'. Il patron ha rinnovato l'ambiente e si era preparato: aveva già preso Kvara e Olivera. Ha provato a trattenere Koulibaly: era impossibile, così ha acquistato Kim entro una settimana. Ha fatto un miracolo riuscendo a sbolognare Koulibaly e Fabian quasi a scadenza. Una campagna acquisti perfetta. Ed ora ci godiamo un Natale sereno con il Napoli in testa".


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Gianluca VitaleGianluca Vitale
Giornalista dal 2013, iscritto all'ODG Campania e titolare di Carte de Presse Internationale IFJ. Ha lavorato con più redazioni online sul Calcio Napoli. Specializzato in esclusive e calciomercato.

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