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Chiariello: "La verità sul caso Osimhen e i retroscena su Agnelli e la Juventus"


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Pubblicato nella sezione Interviste
Chiariello: La verità sul caso Osimhen e i retroscena su Agnelli e la Juventus

Umberto Chiariello, giornalista, ai microfoni di Radio Amore Campania ha fatto il punto su Juventus e Napoli in relazione a questioni extra campo.


Umberto Chiariello, giornalista televisivo, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Radio Amore Campania nel corso della trasmissione I Tirapietre condotta da Luca Cirillo, Donato Martucci e Francesco Capodanno. Queste le sue parole: "I tifosi della Juventus parlano di complotto, ma la smettessero… quale complotto? Devono solo piangere se stessi per la loro tracotanza, in particolare quella dei propri dirigenti e soprattutto di Andrea Agnelli il quale è stato un bravissimo presidente: quando è arrivato ha trovato una Juventus indebitata, l’ha presa dalle mani poco sapienti di Blanc, ha portato a termine il progetto stadio ed ha vinto i primi sette scudetti coniugando i conti con i risultati".


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"La Juventus aveva operato bene anche grazie ad un dirigente oculato come Marotta, e non c’è dubbio che il club bianconero fosse diventato un modello per il calcio italiano: stadio di proprietà, il primo in Italia, un museo, un certo tipo di merchandising e i ricavi più che raddoppiati. Con i bilanci che cominciavano a sorridere. E oltre ai 7 scudetti fece anche due finali di Champions senza vincerla, con Barcellona e Real Madrid. Col Barcellona qualche ombra arbitrale ci fu perché ognuno è il Napoli di qualcun altro (ride, ndr): alla Juventus non fu dato un rigore netto sull’1-1 perché i bianconeri sono i meridionali d’Europa. Fatto sta che l’accerchiamento in Europa degli Stati Arabi che hanno preso PSG, Manchester City ecc. ecc. e che hanno dotazioni infinite, un po’ come fece Abramovich con soldi più che sospetti, hanno costretto club storici come Barcellona, Juventus e Real Madrid ad indebitarsi fino al collo. In casa Juve, per la famosa guerra interna in famiglia, Agnelli mirava alla Ferrari che non gli è mai stata data. Per dimostrare di essere all’altezza, Andrea, ha puntato sulla vittoria della Champions. E’ partita così l’operazione Ronaldo".


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"L’ultima operazione lecita, avveduta, fu togliere Higuain al Napoli: del resto Berlusconi ha sempre insegnato che se vuoi battere il nemico devi togliergli gli uomini importanti anche se poi non ti servono del tutto. Con l’arrivo del portoghese, ma non solo per questo, c’è la frattura con Marotta. Battezzata da tutti i tromboni italiani come l’operazione del secolo, in realtà si trattava di un ospizio per vecchietti che non volevano pagare le tasse grazie alla famosa flat tax. Tra l’altro Ronaldo, che era stato condannato in Spagna, è venuto in Italia non per giocare con la Juventus, ma perché era il refugium peccatorum. Avrebbe potuto indossare anche la maglia del Napoli o di un club che gli offrisse quel che chiedeva, diciamo le cose come stanno".

"Era la foglia di fico del calcio italiano: parliamoci chiaro, Maradona arrivò a Napoli a 23 anni, Platini 26, Van Basten giovanissimo, Ronaldo aveva già abbondantemente superato i 30 anni. L’operazione Ronaldo si rivela un flop clamoroso, poi c’è la pandemia che peggiora le cose, ma non è la causa primaria, e così si sballano i conti. Viene messo Paratici, a cui tutto è concesso, e Agnelli sapeva tutto. E le intercettazioni confermano. Scoppia la bolla. Andrea non aveva voglia di andare dal cugino John Elkann per dire “è stato fatto un disastro, abbiamo buttato 700 milioni, qua stanno le mie dimissioni e salva la Juventus”.

"Invece che fa Agnelli? Piuttosto che evitare di spendere e spandere e di cedere qualche pezzo pregiato come fanno tutti quelli che sono in difficoltà, su 10 calciatori Italia che guadagnavano sei milioni netti, 6 li aveva la Juventus e il bello è che 4 erano in panchina. Ma poi altri errori come De Ligt, 70 milioni per il cartellino e 10 milioni di ingaggio, sono operazioni che alla lunga paghi. E quindi hanno creato un sistema per alterare i conti anche perché Agnelli non ha avuto il coraggio di dire che i milioni gettati erano 900 e non 700".

Poi ha aggiunto: "Cosa dico ai tifosi del Napoli in relazione al caso Osimhen? Di stare moderatamente tranquilli: nel caso del Napoli una richiesta di atti sono solo al fine di una revocazione della sentenza di assoluzione che la Corte Federale aveva fatto per il Napoli. Per questa richiesta serve che il procuratore Federale Chinè acquisisca dalla Procura di Napoli elementi tali per cui ci sia la possibilità di riaprire il processo. Attenzione, vi voglio ricordare che l’attivazione dell’art. 63 del Codice di Giustizia Sportiva che consente la revocazione di una sentenza già passata in giudicato, è una eccezione rarissima, proprio in casi estremi al cospetto di prove esagerate come quelle dell’inchiesta Prima: c’è una montagna di pagine".

"La Procura di Torino non ha attivato altre Procure perché non gli interessa che Pisa e Novara, giusto per fare un esempio, abbia fatto plusvalenze, ma vuole sapere se c’è stato aggiotaggio: è fondamentalmente un discorso di Borsa, dunque la Juventus era indagata per capire se aveva frodato risparmiatori e investitori, questo era il tema. C’è un’altra Procura che si è attivata, ed è quella di Napoli che ha fatto una richiesta di condanna di De Laurentiis perché è arrivata una rogatoria internazionale dalla Francia attivata dalla richiesta dello Charleroi che rivendicava una somma per Osimhen che la nuova proprietà del Lille non riconosceva prendendosela con la vecchia dirigenza. Sul caso Osimhen, a parte le dichiarazioni dei tre giovani del Napoli coinvolti nell’operazione, non ci sono elementi per una revocazione. Bisogna solo vedere il peso di queste dichiarazioni, punto e basta”.


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Luca Cirillo
Giornalista dal 2010, ha lavorato per Il Roma. Da vicedirettore ed inviato di giornali online, ha seguito il Napoli in giro per l'Europa. È autore e conduttore di programmi su Radio Amore e collabora con alcune riviste.
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