Chiariello: "L'origine dei mali della Juve ha un nome e cognome: prese 'lo stalliere del Re'"

Umberto Chiariello ha parlato del caso Juventus soffermandosi su alcuni avvicendamenti societari storici: "Ho trovato il termine che identifica tutto".
Umberto Chiariello, giornalista vicino alle vicende del Napoli, ai microfoni di Radio Napoli Centrale, nel corso di "Un calcio alla radio", ha parlato del caso Juventus soffermandosi su alcuni avvicendamenti societari storici: "In questi giorni, il filo conduttore dei miei editoriali è stato ‘protervia’. In realtà, ho trovato il termine che identifica il tutto, un termine greco, la hybris, la tracotanza di chi si sente forte. Esattamente quello che è successo in questi anni alla Juventus. L’origine dei mali della Juventus ha un nome e un cognome: Umberto Agnelli. Fin quando la Juventus è stata in orbita di Gianni Agnelli, la Juventus era Bonipertiana, affidata ad un uomo ricco di moralità, uno sportivo anch’egli ricco di tracotanza, ma rappresentava la juventinità correttamente gestendo il potere".
Inoltre, Chiariello, ha aggiunto: "Nel momento in cui Umberto Agnelli ha preso il comando, si è andato a prendere ‘lo stalliere del Re’, Luciano Moggi, fece un patto con il nemico che si affacciava sul mercato in maniera prepotente, Silvio Berlusconi, e strinsero l’assedio Moratti e l’Inter".
"Successivamente è arrivato suo figlio, Andrea Agnelli, che ha ereditato lo stesso tipo di status mentale, quella hybris che l’ha portato a vincere 9 scudetti consecutivi, ma che l’ha portato a fare una scommessa insostenibile che l’ha costretto ad andare oltre le regole. L’hybris è quella che va pulita fino in fondo". Ha concluso l'esperto giornalista ai microfoni di Radio Napoli Centrale.








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