Chiariello: "Juventus, altro che polvere sotto il tappeto. Stavolta la casa è allagata"

Umberto Chiariello ha parlato del caso Juventus soffermandosi sull'inchiesta clamorosa che coinvolge tanti ex dirigenti della società piemontese.
Umberto Chiariello, giornalista vicino alle vicende del club azzurro, è intervenuto con il suo editoriale ai microfoni di Radio Napoli Centrale, nel corso della trasmissione "un calcio alla radio", per parlare del caso Juventus: "Ci sono intercettazioni agli atti, pensate sia vero ciò che dice Gravina che manda certi messaggi? Mandano a dire cose del tipo: ‘state attenti, non sparate sulla Juventus che poi vi ricade addosso’. Gravina non si arrabbia per il calcio italiano che perde di credibilità, ma si arrabbia Tebas che chiede un risarcimento come ha fatto con PSG e Manchester City".
Inoltre, Chiariello, ha aggiunto: "Dire che bisogna difendere la Juventus per salvare il calcio italiano è un modo scorretto di porre la questione. Non voglio l’abolizione della Juventus, né voglio vederla morta, sono convinto che sia un patrimonio del calcio italiano, ma proprio perché è la Juventus non accetto che ci siano sconti, se ha sbagliato deve pagare e non accetto che si possano fare sconti in nome del ‘così fan tutti’".
"Che la Juventus debba esserci, ripartire e giocare per vincere sì, ma in maniera sana. Nessuno vuole la scomparsa della Juventus se è sano di mente, ma nessuno può pretendere che si metta nuovamente polvere sotto al tappeto, perché questa volta la casa è allagata". Ha concluso Chiariello ai microfoni di RNC.








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