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"Chi se ne frega?", Giuliani: "Sarri fenomeno, ma sa essere cocciuto! Lesa maestà e la verità..."


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Pubblicato nella sezione Interviste
Chi se ne frega?, Giuliani: Sarri fenomeno, ma sa essere cocciuto! Lesa maestà e la verità...

Il giornalista Fulvio Giuliani ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Si gonfia la rete, trasmissione in onda sulle frequenze di Radio CRC.


Il giornalista Fulvio Giuliani ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Si gonfia la rete, trasmissione in onda sulle frequenze di Radio CRC. "Stiamo parlando di un Napoli che non capisce perchè non gli riescono più le cose di un tempo? Accade, nulla che non si sia già visto nella storia del calcio. Anche i meccanismi apparentemente perfetti, improvvisamente, si inceppano; ma le motivazioni ci sono. Non ci giriamo attorno: sappiamo benissimo che gran parte del gioco del Napoli nasceva dalla leggendaria catena di sinistra, quella che non c'è più per due infortunati, di cui uno lungodegente. Si è persa quella spina dorsale su cui il Napoli si appoggiava, si son perse quasi tutte le certezze. Prmessa: Maurizio Sarri era un fenomeno e lo resta per mille motivi che non stiamo qui ad elencare, però è anche un fenomeno di cocciutaggine perchè, se dice che il vice Insigne è Zielinski, cosa che vede solo lui, si va avanti così e non ci sono storie, gli altri si accomoderanno in panchina e non avranno mai spazio. Questo lascia aperti dubbi, e non è lesa maestà parlarne. Ci sono giocatori fuori posizione palesemente. Sarri lo ha messo: Mertens, bene o male, deve giocare sempre".


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"Sarri si è inventato Zielinski a sinistra, si poteva inventare anche altro. Il blocco è palesemente mentale, la squadra sul piano fisico non sta così male come qualcuno potrebbe pensare, però non si ritrova più. Ragazzi, il calcio è fatto di applicazione, lavoro e schemi, ma alla fine il piede educato sarà sempre quello che deciderà le partite. Turnover in Coppa Italia? Se mi aspetto di vedere chi, come Ounas e Giaccherini, gioca poco in campionato? Un po' mi provocate, da questo punto di vista (ride, ndr). Io vorrei vedere di più questi due, ed anche Rog. Quando un giocatore ha solo 15 minuti per far vedere qualcosa, è umano che tenda a strafare per far a vedere a tutti, a partire dall'allenatore, che si potrebbe osare qualcosa in più. In coppa Italia giocheranno calciatori come questi, ma poi non giocheranno mai più: su questo non c'è alcun dubbio legittimo. Il problema è: ma perchè, per una volta, uno di questi ragazzi non lo si può vedere dal primo minuto? Gli altri, che hanno fatto cose straordinarie e torneranno a farle, hanno bisogno di riposare, soprattutto mentalmente. Della Coppa Italia non interessa nulla a questa squadra e questa società, mi sembra evidente. Poi vi dirò di cosa, invece, ci dovremmo interessare, anche se so già che l'ambiente... io so che l'ambiente, che è maleducato da una critica miope e provinciale e assolutamente immatura, farà pendere l'ago della bilancia verso il totale disinteresse. Questa è una follia, ve lo dico sin da adesso. Se noi approcciamo quel turno di Europa League così, non si fa... Alla fine, poi, devono giocare loro, non possiamo far giocare i soliti noti. Non sono ingenuo, è chiaro che ci sia una scala di priorità: in campionato si è comunque lì e non è il caso di fare i drammi, si è secondi a un punto dal primo, non è il momento dei 'de profundis', bisogna stare tutti calmi. Detto questo, il problema non è considerare l'Europa League, che ci sta, secondaria rispetto al campionato. Diciamocela tutta: la verità è che la squadra ha considerato secondaria la Champions, ok? Siamo chiari su questo? Perchè l'approccio in Ucraina è stato quello di una squadra che non dico che non gliene fregasse proprio nulla, però non aveva, come ha detto Sarri, l'approccio mentale giusto. Ora, quello che io, banalmente, da osservatore dello sport, non del Napoli e del calcio, è che non vorrei vedere è una squadra che va a giocare una partita in Europa League, dove gli stadi sono pieni ovunque tranne che in Italia, altro mistero glorioso, con l'approccio di quello che dice: 'Ma chi se ne frega?!'. Se fai così... Non hai l'interruttore che magicamente va su e giù, il calcio è un processo. Non si deve disdegnare nulla, altrimenti non si cresce mai".


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