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Cheddira: "Conte uno dei primi tre al mondo. Lavoro per tornare al Napoli"

Walid Cheddira ha parlato dell'esperienza vissuta in ritiro con Antonio Conte sulla panchina del Napoli: "Un grande onore essere allenato da lui".


Gaetano BrunettiGaetano BrunettiGiornalista

06/12/2024 14:16 - Interviste
Cheddira: Conte uno dei primi tre al mondo. Lavoro per tornare al Napoli

L'attaccante di proprietà del Napoli, Walid Cheddira, attualmente in prestito all’Espanyol, ha parlato a Kiss Kiss Napoli durante Radio Goal: “Dopo un periodo di ambientamento inevitabile quando vai in un altro campionato, ora si è assestato tutto e sta andando tutto per il meglio”.

Conte ti stima molto, com’è stato lavorare con lui? “E’ stato per me un grande onore innanzitutto, è uno dei top 3 allenatori al mondo oggi. E’ stata un’esperienza stupenda che mi ha formato molto e che porterò dietro nel mio bagaglio. Il mister è una persona fantastica, un grande lavoratore, esige molto dai suoi calciatori e lo si vede a ogni allenamento. Spero solo il meglio per il Napoli, anzitutto, ma ovviamente anche per lui”.


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Vuoi tornare al Napoli? “Il pensiero c’è sempre. Io lavoro qui all’Espanyol, do il massimo per questa squadra, per fare bene e presentarmi di nuovo come giocatore del Napoli con un bagaglio d’esperienza maggiore ed essere pronto per il Napoli. Poi le scelte si faranno in futuro, vedremo”.

Hai già affrontato il Betis di Natan? Ti marcava lui: “Sì, mi ha fatto piacere rivederlo”.

Col Frosinone facesti molto bene contro il Napoli: era perché davi il massimo per tornare? “No, quelle sono state coincidenze. Io do tutto ogni partita. Quanto capitato col Napoli è stata una coincidenza”.

Il lavoro in ritiro con te era improntato per aprire gli spazi per Politano e Kvaratskhelia? “Penso che sia tutto frutto di strategie, di lavori che il mister e lo staff fanno quotidianamente. Era tutto studiato a puntino perché sono dei professionisti e sanno di cosa hanno bisogno da ogni calciatore”.

Ci credono alla possibilità di arrivare allo Scudetto dentro di loro? “Conte ha ragione quando dice che bisogna pensare partita dopo partita perché alla fine dell’anno mancano ancora più di 20 partite e si rischia di fare passi falsi. La cosa migliore è pensare partita dopo partita”.

Non dai riferimenti, dicono i difensori, e per questo sei fastidioso da marcare. “E’ una delle mie caratteristiche ed è quello che di solito dà più fastidio ai difensori perché non hanno un punto di riferimento fisso su cui giocare”.


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Gaetano BrunettiGaetano Brunetti
Giornalista pubblicista dal 2012, da sempre amante del giornalismo, in passato ha collaborato tra l'altro con Cronache di Napoli ed Il Roma. Si definisce un reporter libero, on the road.

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