Cecchi Gori: "Troisi aveva fretta di fare il Postino. Pochi giorni prima di morire mi telefonò e mi disse..."
In un podcast l'ex produttore cinematografico Vittorio Cecchi Gori ha raccontato un retroscena su Massimo Troisi.

Ospite del podcast Alcazar, Vittorio Cecchi Gori ha ricordato gli ultimi mesi di vita di Massimo Troisi: "Mi tenne nascosto tutto. Ci vedemmo a Los Angeles quando era venuto in America per un controllo, io non lo sapevo. Quel giorno, però, lui mi diede il libro del Postino. Aveva fretta di fare questo film".
"Io dicevo: rimandiamo tutto all'inizio della Primavera. Perché d'inverno fare un film sulle isole sarebbe diventato uno strapazzo. Lui, però, c'aveva fretta. Agli ultimi giorni di riprese, Massimo mi telefona: "Voglio ritoccare il doppiaggio". Si sentiva il rumore dei gruppi elettrogeni. "Vabbè ma c'hai tanto tempo ancora". E lui: "No, lo voglio fare subito, lo voglio fare subito" ha aggiunto l'ex presidente della Fiorentina.
Conclusione di Cecchi Gori: "Andammo a Cinecittà, lo trovammo io e Verdone a doppiare in sala il sabato sera. La domenica mattina, arrivò la notizia della morte. Lui aveva deciso che prima doveva fare il film. Ha fatto il film con questa spada di Damocle che aveva sopra la testa, nessuno lo sapeva. Fino all'ultimo giorno, ha retto. Ha pensato anche di fare i doppiaggi. Ha concluso il film e se n'è andato. A film finito, lui purtroppo se n'era andato, il film fu preso a Venezia".








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