Cecchi Gori: "Avrei sposato Ornella Muti. Donne? Sono solo. Rita Rusic, Montesano e Verdone..."

Vittorio Cecchi Gori ha compiuto 80 anni ed ha rilasciato una straordinaria intervista al Corriere della Sera in cui ripercorre molti momenti della sua vita.
Vittorio Cecchi Gori, ex produttore cinematografico tra i più importanti e figlio di Mario, icona del cinema, ha compiuto 80 anni ed ha rilasciato una bellissima intervista al Corriere della Sera. Ecco alcuni passaggi. "Il primo set? Napoletani a Milano. Lo girammo nel ’52, avevo dieci anni. Eduardo De Filippo mi fece sedere sulle sue gambe. Brontolai: babbo, ha le ginocchia ossute. Ultimo set? Silence di Martin Scorsese, nel 2015. Di Scorsese ho coprodotto anche The Irishman, con Robert De Niro e Al Pacino, ma non sono potuto andare, stavo male. (...) Ho pronta la sceneggiatura del remake del Sorpasso, col figlio di Dino Risi, Marco, e magari con Alessandro Gassman, al quale però non va molto. Sono nella giuria degli Oscar, sento gli altri giurati, i remake vanno di moda. Devo solo stare bene, riprendere a muovermi. Un bel film vorrei ancora farlo".
Poi ha aggiunto: "Se mi manca produrre? Io con la testa produco sempre. Tutto quello che vedo, nella mia testa, diventa un film. Oggi, mi sono svegliato pensando a Carlo Verdone, vorrei fare il remake di Io e mia sorella. Altrimenti ci arrabbiamo fu un’intuizione mia. Mio padre non l’aveva capito: tutti dicevano che Bud Spencer e Terence Hill senza gli spaghetti western non li avrebbe visti nessuno. Prima, papà non mi aveva mai fatto un complimento. Tanti gli dicevano: digli una volta che è bravo. E lui: che, siete matti? dopo, non lo controllo più! Anche l’ultimo film di Federico Fellini volli farlo io, ci tenevo a fare esperienza coi grandi. Resta famosa la battuta di Fellini a mio padre: tu ti sei sempre salvato, ci voleva tuo figlio per farmi fare un film con la Cecchi Gori".
Il colpo di scena più bello: "Quando mi sposai con Rita Rusic: avevo per testimoni Verdone e Enrico Montesano. Mentre il prete celebrava, li vidi impettiti nei vestiti blu e mi venne in mente di fargli fare un film intitolato I due carabinieri. Glielo dissi, lì, mentre mi sposavo. Fu un successo. I giornali rosa dicevano che collezionavo attrici, Maria Grazia Buccella, Maria Giovanna Elmi? Playboy è chi nella vita fa solo quello. Io lavoravo. E lavorando conoscevo attrici. Maria Grazia è stato il mio grande amore, finì perché eravamo giovani, ma siamo ancora amici. A Natale 2017, fu lei a portarmi in ospedale con l’infarto".
Su Ornella Muti: "Mi piaceva tanto. Mamma disse: ho capito che vuoi sposare un’attrice, sposa lei, è simpatica, è bellina. Ma ci lasciammo, fu una delusione: avrei voluto che finisse in un’altra maniera".
Su Valeria Marini, cinque anni insieme: "Fu una bella storia, un po’ faticosa. Veniva a dormire alle sei del mattino perché aveva fatto una serata dall’altra parte dell’emisfero. Ora sono solo, ormai. Ho qualche amica. A 80 anni, ho più bisogno di amicizia: non è che mi metto a fare l’imitazione di me stesso".








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