Cavasin: "Napoli, arrivò Ancelotti e dissi testuali parole. Gattuso è un mastino"

Alberto Cavasin, ex allenatore del Lecce, ha rilasciato una intervista ai microfoni dell'emittente napoletana Radio Amore.
Alberto Cavasin, ex allenatore del Lecce, è intervenuto ai microfoni de "I Tirapietre", programma radiofonico condotto da Luca Cirillo e Donato Martucci, sulle frequenze di Radio Amore Campania: "Non alleno più? Mi sono un po' eclissato, ma sono vivo e vegeto. Napoli di Gattuso? Son quattro anni che gli azzurri arrivano secondi, a parte le vicende particolari di gruppo dello scorso anno. Qualche anno fa c'era una Juventus imbattibile, adesso ha qualche problema da risolvere, quindi le possibilità ci sono. Quando è arrivato Ancelotti ho detto: "Adesso è impossibile che non vincano". La squadra è sempre stata forte, questo è un campionato senza padrone, c'è la possibilità per il Napoli di inserirsi, la squadra è forte, l'allenatore anche. Ha sbandato in Coppa? Con il mastino che sta in panchina, si può ovviare alle sbandate".
Inoltre, Cavasin, aggiunge: "Maradona e Pelè? Ho parlato con addetti ai lavori importanti e hanno detto Pelè, io ho marcato Diego e non ho le parole per far capire alle persone cos'era Maradona. Anche Bruno Giordano era un fenomeno, c'erano i migliori in Italia. Maradona non si può raccontare, io non lo prendevo, ma il migliore difensore del momento, Gentile, nemmeno riusciva a prenderlo: gli ha spaccato la maglia. Gentile è riuscito a picchiarlo, una volta mi ero preparato tutta la settimana, mi feci insegnare qualche parola nella sua lingua a Bari, tipo "hijo de puta". Ricordo Van Basten, ma anche Vialli, Mancini, lo stesso Bettega, erano straordinari, ma ripeto: non ci sono parole per descrivere Diego".








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