Castroman: "Inzaghi arrivò a 100 all'ora, si schiantò sulla Ferrari di Crespo. Mancini? Gli tirai la maglia in faccia..."
In un'intervista l'ex centrocampista Lucas Castroman ha raccontato alcuni retroscena relativi ai tempi della Lazio.

Intervistato in esclusiva da La Gazzetta dello Sport, Luca Castroman è ritornato sul ritiro dal calcio giocato: "Ne avevo abbastanza. I falsi amici, le false promesse, le truffe. Firmavo accordi per farmi pagare in dollari e mi rifilavano i pesos. Il mio sogno? Diventare allenatore a tempo pieno. Nessun rimpianto? Nessuno. Ho una bella famiglia, la santeria e due figli che tifano Lazio. I gol più belli che ho fatto".
Poi il ricordo di Sinisa Mihajlovic, suo compagno ai tempi della Lazio di Sven Goran Eriksson, con un aneddoto divertente: "Mi costò un paio di Cristal di Champagne. Il primo giorno a Formello lo vidi steso a terra con Fernando Couto: si stavano sfidando sugli addominali. Erano a seicento. 'Se arrivate a mille, vi compro due bottiglie di champagne', gli dissi. E alla fine ci arrivarono. Simone Inzaghi mi anticipò i soldi".
Sul tecnico dell'Inter: "Non avrei mai pensato di vederlo a questi livelli. Un giorno entrò nel parcheggio di Formello a cento all'ora e tamponò la Ferrari di Hernan Crespo, che nel frattempo stava uscendo. Quante risate".
Chiusura di Castroman su Roberto Mancini: "Se l'ho perdonato? Non è mai stato sincero. Nell'estate del 2003 mi escluse dalla squadra, ma prima del turno preliminare di Champions League contro il Benfica mi richiamò perché si era accorto di avere diversi infortunati. Quando mi chiese di giocare io gli tirai la maglietta in faccia. Pochi giorni dopo andai a Udine".








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