Cassano: "Trasferta a Bergamo, rimasi a casa. Mazzarri lesse una frase, diventò matto..."
Nella puntata di Viva el Futbol l'ex calciatore Antonio Cassano ha raccontato un retroscena relativo ai tempi della Sampdoria.

Nel corso dell'ultima puntata di Viva el Futbol, Antonio Cassano ha rivelato un aneddoto sul primo anno vissuto alla Sampdoria: "Siamo arrivati sesti quell'anno là Castellazzi in porta, difesa con Accardi centrosinistra, Gastaldello e Lucchini, Pieri a sinistra e a destra Maggio. A centrocampo Angelo Palombo, Sammarco, Franceschini, poi Gennaro Del Vecchio e io centravanti. Sono arrivato sesto".
"Una volta mi ricordo a Bergamo, c'era l'infrasettimanale, io non sono andato perché Lele faceva freddo eccetera, abbiamo perso 4-1. Faceva un freddo allucinante, era infrasettimanale, si giocava in trasferta, ho detto ‘vabbè stavolta qua riposo', abbiamo preso 4 gol. Viene fuori su un giornale locale – mi ricordo l'addetto stampa era Marangon – viene fuori due giorni prima: ‘È semplice da capire la Sampdoria: palla a Castellazzi che lancia Cassano e lì si svolge tutto'. Mazzarri è diventato matto, voleva parlare, la smentita, voleva denunciare il giornale, è la verità" ha aggiunto l'ex calciatore barese.
Cassano ha continuato il racconto: "Io arrivo il 2007-2008 alla Sampdoria e giocavamo 3-5 e Del Vecchio – non Marco Del Vecchio, Gennaro Del Vecchio – dietro me centravanti, che venivo fuori e imbucavo. Io avevo solo un'arma per poter far bene, gli dicevo a Maggio: ‘Quando mi arriva la palla non preoccuparti come io la stoppo, se la stoppo o meno, tu prendi il tempo al tuo terzino e vai'. Il primo mese e mezzo sono diventato matto, abbiamo preso quel meccanismo, Lele, in una stagione ha fatto 11 gol. Da terzino a tutta fascia, ripeto, 11 gol, 11. Cosa significa: quando poi è arrivato Pazzini, io dopo due-tre allenamenti riuscivo a capire Pazzini come voleva la palla. Io giocavo in base ai miei compagni, per sfruttare le loro qualità".








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