Cassano: "Non mi ritiro più! Ho fatto tante ca**ate. Insigne mi ha chiamato da Napoli"

Antonio Cassano è tornato a parlare della propria decisione. E stavolta l'ha fatto ai taccuini del quotidiano La Stampa. Queste le sue dichiarazioni.
Antonio Cassano è tornato a parlare della propria decisione. E stavolta l'ha fatto ai taccuini del quotidiano La Stampa. Queste le sue dichiarazioni: ""La vita è fatta di scelte. Anche professionali. Si può farne una che si ritiene giusta e poi ripensarci: è successo miliardi di volte nel mondo. Ma se capita a un calciatore fa più clamore. Se poi è Cassano, allora è matto. Nella mia vita di c...e ne ho fatte tante, ma non sono scemo. E soprattutto sono sempre stato coerente. Per il resto, sono abituato a convivere con la pressione mediatica. Sono diventato un k-way, la pioggia mi scivola via. A Verona non è scattata la scintilla, l'ho capito subito. Una questione di feeling, di aria. L'ho detto al presidente Setti, al ds Fusco, all'allenatore Pecchia. Ho pensato fosse meglio interrompere, anzichè trascinare la cosa. Quando ho parlato con loro non ho mai detto "mi ritiro". Sfido chiunque a dire il contrario. Poi sono state scritte altre cose, ma la verità è questa. Infatti al momento della rescissione mi hanno proposto di inserire la clausola di risarcimento, nel caso trovassi un'altra squadra (200.000 euro per la A, 50.000 per la B). E io ho accettato. Nostalgia di casa? Certo, ma non c'entra. Non trovandomi bene, la nostalgia si è acuita. Però mia moglie ha detto pubblicamente di essere pronta a seguirmi ovunque. Chi mi ha chiamato? Il mio numero ce l'hanno in pochi: Milito, Materazzi, Insigne, che mi hanno chiamato. Adesso voglio continuare e non importa molto dove: per il momento però non ho ricevuto offerte, ma ho più di qualche idea. La cosa fondamentale è che mi diverta. Come ho sempre fatto in 18 anni di carriera. L'Entella? La sfida sarebbe grande: tentare il "miracolo" serie A. Sono stato a un passo a febbraio, avevo detto "sì" ma la notte ho riflettuto, non me la sentivo ancora di scendere in B. Sono rimasto fermo fino alla firma con il Verona. Il rapporto umano tra me e Gozzi non è cambiato, è ottimo. In questo momento della mia carriera mi sarebbe piaciuto essere allenato da Giampaolo, nel suo modo di giocare avrei reso alla grande. Per il resto, dipende dalle ambizioni: se ne hanno, devono comprare 4-5 rinforzi. Chi mi vuole mi deve chiamare, non ho più l'agente, ma una cosa è certa: se a settembre sarò a casa ci resterò davvero"".







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