Cassano, il retroscena: "Li ho rifiutati quattro volte. Mi disse che ero un cretino"

In un'intervista al quotidiano Repubblica, l'ex calciatore Antonio Cassano ha confessato alcuni aneddoti sulla sua carriera.
Antonio Cassano è sempre senza peli sulla lingua. Intervistato in esclusiva da La Repubblica, l'ex calciatore barese ha "sminuito" il lavoro di Allegri quando era il suo allenatore al Milan: "C'erano Abbiati in porta, Zambrotta, Jankulovkski erni, Thiago Silva e Nesta centrali, in mezzo Pirlo o Van Bommel, Gattuso, Seedorf e Ambrosini, davanti Cassano, Ibrahimovic e Robinho. Capisce? Non facevamo tattica: martedì si correva un po', mercoledì palestra, giovedì partitella, venerdì facoltativo e sabato battevamo due rigori, due calci d'angolo e stop. La squadra andava da sola".
Poi Cassano ha rivelato il suo rapporto tormentato con la Juventus: “Ho rifiutato quattro volte i bianconeri, nel 2011 avevo appuntamento con Moggi ma volevo giocare con Totti, mi affascinava Roma. Non mi ha mai affascinato la Juve, nemmeno per un secondo: non c’entrava nulla con la mia idea di calcio".
"Lì sarei durato tre giorni: il primo giorno mi acquistavano, il secondo presentazione, il terzo mi cacciavano via. Buffon mi diceva: sei un cretino, da noi potevi vincere il Pallone d’oro. Io gli rispondevo: Gigi, io non timbro il cartellino, io all’allenamento devo divertirmi” ha concluso Fantantonio.






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