Cassano: "Ero suonato come un tamburo. Con Capello come Totò e Peppino"

In un'intervista di qualche anno fa l'ex calciatore Antonio Cassano aveva raccontato alcuni retroscena relativi alla sua carriera.
Antonio Cassano ne ha combinate tante nel corso della sua carriera. In un'intervista al Corriere dello Sport, l'ex calciatore barese aveva confessato: “Roma mi fa pensare ai disastri, a quello che ho fatto passare a Capello. Don Fabio, poverino. Ogni volta che lo incrocio mi ripete “che testa di c***o che sei”. Ha ragione, ma gli voglio un bene dell’anima. A Trigoria mi inseguì per tutto il campo perché avevo abbandonato la partitella 7 contro 7. Quando mi rompevo le palle, via gli scarpini e rientrato nello spogliatoio. Io scappavo e lui dietro, sembravamo Totò e Peppino".
"Mi raggiunse all’interno e mi avvisò che se non fossi tornato mi avrebbe preso a pugni in faccia. Mi sembra di sentirlo: “Se non ti presenti la partitella non riprende”. Ero suonato come un tamburo" aveva aggiunto Cassano.
Chiusura su Totti: “Nello spogliatoio era silenzioso, non lo sentivi mai. Parlava solo con me e Candela. Oppure con Vito Scala, che è stato 25 anni con lui. Rivolgeva la parola agli altri solo quando voleva di più la palla. Un grandissimo, il più grande. Ma se aveva voglia di scherzare era uno spettacolo, un battutista nato“.






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