Caso Di Matteo, Giletti: "Mi sono rotto le scatole! Ricevo insulti e minacce, ma continuo a parlare"

Il giornalista e conduttore del programma "Non è l'Arena", Massimo Giletti, si è sfogato in diretta televisiva su La 7.
"Rispondere con tanto ritardo vuol dire che c'è stata una lunga lunga riflessione all'interno del Movimento 5 Stelle. Se un personaggio come Nino Di Matteo chiede di intervenire in una trasmissione, io ho l'obbligo di ascoltarlo. Ho ricevuto insulti e minacce, ma io continuerò a parlarne". Pensieri e parole sono di Massimo Giletti. Il noto conduttore televisivo, ai microfoni di La 7, commenta così il polverone sollevato nei giorni scorsi, quando l'ex PM antimafia di Palermo ha puntato il dito contro il Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede proprio nella trasmissione condotta da Giletti, 'Non è l'Arena'.
Nel dettaglio, Di Matteo avrebbe accusato Bonafede di avergli prima proposto, nel 2018, quindi nel governo Lega-M5S, di fare il capo delle carceri, salvo poi fare marcia indietro. Lo stesso Bonafede, via Facebook, avrebbe replicato: "Si è tentato di far intendere che la mancata nomina, due anni fa, del dottor Nino Di Matteo, quale Capo del Dap fosse dipesa da alcune esternazioni in carcere di mafiosi detenuti che temevano la sua nomina. L'idea trapelata nel vergognoso dibattito di oggi, secondo cui mi sarei lasciato condizionare dalle parole pronunciate in carcere da qualche boss mafioso è un'ipotesi tanto infamante quanto infondata e assurda". Il caso Di Matteo-Bonafede è giunto anche in Parlamento, sollevando numerose polemiche.







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