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Carratelli: "Ferlaino era un tifoso, De Laurentiis è un imprenditore"


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Pubblicato nella sezione Interviste
Carratelli: Ferlaino era un tifoso, De Laurentiis è un imprenditore

Nel corso di Amore… Azzurro, programma sportivo in onda ogni mercoledì e sabato su Radio Amore, è intervenuto Mimmo Carratelli, storica firma del giornalismo partenopeo.


Nel corso di Amore… Azzurro, programma sportivo in onda ogni mercoledì e sabato su Radio Amore, è intervenuto Mimmo Carratelli, storica firma del giornalismo partenopeo. Ecco alcuni passaggi dell'intervista:


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"Ferlaino e De Laurentiis? 'ingegnere era un tifoso. De Laurentiis, invece, è un imprenditore. Oggi il pallone è un'azienda, e il numero uno della Filmauro intende mantenere i bilanci in ordine, per farsi trovare pronto quando andrà  in vigore il fair play finanziario voluto da Platini. De Laurentiis, spesso, critica in maniera troppo facilona il mondo del calcio, perchè vorrebbe importare la formula della NBA. Tuttavia, il calcio è un'altra cosa. Il mondo del pallone è basato su un modello consolidato costituito da derby, bandiere e storiche rivalità . La Steaua? Non dovrebbe fare molto caldo a Bucarest, e ciò potrebbe rappresentare un vantaggio per gli azzurri. Il Napoli deve fare risultato, considerando il passo falso con l'Utrecht. Mazzarri pare intenzionato a rinunciare a Lavezzi schierando, però, Cavani dal primo minuto. La Steaua è una squadra in crisi ma davanti al proprio pubblico è sempre temibile. Credo sia una squadra più forte in attacco che in difesa. Ritengo che il pericolo principale sia Stancu. Perchè il Napoli stenta in casa? Credo sia un problema emotivo più che tattico. Non è vero che il Napoli sa giocare solo di rimessa, perchè gli azzurri a Genova e Cesena non si sono limitati ad agire in contropiede, ma hanno fatto la partita aggredendo gli avversari per tutti i novanta minuti. Forse, questa squadra non regge la pressione di un pubblico esigente come quello del San Paolo. Si gioca troppo? Una volta si giocava in undici. Le riserve erano due o tre al massimo. Il problema è che con i ritmi serrati del calcio moderno, c'è poco tempo per allenarsi. Oltretutto, non vanno sottovalutati gli impegni con le Nazionali. E' pur vero, però, che il Napoli è una squadra affiatata. Cavani escluso, è la stessa formazione dell'anno scorso e quindi, a differenza di altre squadre, ha dei meccanismi collaudati. Il mio omaggio di circa quattrocento pagine per i cinquant'anni di Maradona? Tra poco uscirà  un mio libro dedicato al campione argentino intitolato Caro Diego. Si tratta di una sorta di dialogo affettuoso tra me e lui in cui si ripercorrono i momenti belli e brutti della sua vita. Maradona è un personaggio del secolo scorso conosciuto in tutto il globo. Credo che, proprio a Napoli, Diego sia diventato oltre che un fuoriclasse inimitabile, un vero personaggio".


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