Carnevale: "Troisi mi chiese di portare Maradona a casa sua: accadde una cosa da brividi" (FOTO)

Andrea Carnevale, ex fuoriclasse del Napoli dei tempi d'oro, quando in squadra c'era Diego Maradona, ha ricordato Troisi ai microfoni di Radio Amore Campania.
Andrea Carnevale, ex calciatore del Napoli che vinse due scudetti, una Coppa Uefa e una Coppa Italia in maglia azzurra dal 1986 al 1990, ha rilasciato alcune dichiarazioni in esclusiva a Radio Amore Campania nel corso dello speciale "Troisi 70", dedicato al grande artista di San Giorgio a Cremano e condotto da Luca Cirillo, Marco Ciriello e Fabio Gentiluomo. Queste le sue parole: "Massimo Troisi era un grande amico mio, un ragazzo da 10 e lode, splendido, bello, ricco di animo, un numero 10 classico in tutto, un fantasista nella vita, che tra l'altro portava con disinvoltura sulle spalle quando giocavamo all'Acqua Acetosa. Un 10 ovviamente alla Maradona. Stavamo spesso insieme, soprattutto il mio ultimo anno a Napoli, quando vincemmo lo scudetto, e anche dopo, quando passai alla Roma. Lui abitava ai Parioli, trascorrevamo bei momenti in amicizia".
"Aveva tutto Massimo: buono, gentile, generoso a volte anche timido. Vi racconto un aneddoto: siccome giocavamo sempre insieme, una volta mi disse "Andrea, mi devi portare Maradona a casa mia". Gli dissi che non c'erano problemi e così lo riferii a Diego spiegandoli che lui era l'idolo di Troisi, che Massimo aveva voglia di abbracciarlo, che mi chiamava sempre per questo incontro. E così - racconta Carnevale -Diego si mise in auto e venne a Roma appositamente per me e per Troisi perché voleva conoscerlo anche lui. Così andammo a casa di Massimo il quale si raccomandò con me: "Andrea, quando arrivate, stammi vicino per cortesia, perché sono emozionato nel vedere Diego e non so come mi comporterò vedendo il Gesù del calcio. Nel momento in cui Maradona varcò la porta di casa sua, accadde una cosa incredibile e da brividi: Massimo era impietrito e vi mando la foto per dimostrare che dico la verità (ride, ndr). Ripeto, è come se ora fossi lì, ricordo bene quell'espressione. Gli ho voluto bene, tantissimo, era una persona meravigliosa che si faceva voler bene da tutti. Bello in tutto e mi manca molto. Massimo era tremante, aveva un sorriso dentro al cospetto di Maradona. Non credeva ai suoi occhi. Poi si misero a giocare a biliardo per smorzare la tensione. C'erano anche Toni Malco, Massimo Bonetti e altri. Bei ricordi".









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