Carnevale racconta il suo dramma: "Alle donne dico: al primo schiaffo scappate via"
Andrea Carnevale, attraverso l'intervento a Stile Tv, ha parlato del dramma personale vissuto con il femminicidio di sua madre.

L'ex giocatore del Napoli, Andrea Carnevale, attualmente osservatore dell’Udinese, attraverso l'intervento ai microfoni di "Stile tv", ha parlato dell'esperienza vissuta in gioventù, con il femminicidio di sua madre che ha segnato la sua esistenza: “Col mio libro sono sceso in campo un’altra volta perché i femminicidi continuano ad essere quanto di più brutto possa accadere ad una donna".
"50 anni fa mi è successo, quando mio padre ha fatto ciò con mia madre e per questo sono qui ad aiutare le donne in difficoltà. Questi femminicidi sono ripetuti giorno dopo giorno ed invece di diminuire, stanno aumentando. Sono un missionario, lo sono stato per tutta la vita e adesso sono uscito allo scoperto perché ho l’età giusta per farlo. Quel 10 maggio del 1987, quando feci gol, mi è venuto in mente quel bambino che c’è sul libro. Io dovevo farcela, nello spot e nella vita e oggi voglio dare coraggio a quei bambini che non hanno più un punto di riferimento. Io mi sento un missionario, voglio parlare a questi bambini che hanno vissuto la mia stessa tragedia che farcela è possibile, difficile ma possibile. Io oggi mi sono liberato, gli uomini pensano che le donne siano di loro proprietà, ma non è così, non è così. 50 anni fa, soprattutto nei paesi e noi vivevamo in un paese, era una vergogna andare dai carabinieri a denunciare ed io che ero il più sveglio andavo di nascosto dai carabinieri, ma non c’è stato niente da fare perché i carabinieri mi dicevano finché non vedevano il sangue non potevano fare niente. Oggi invece qualcosa è cambiato, si deve avere però la forza di denunciare. A mia figlia e a tutte le donne dico, al primo schiaffo bisogna andare via perché quello schiaffo è solo l’inizio di ciò che è successo a mia madre".
"Ho avuto un appuntamento con la presidentessa del telefono donna ed ho visto un reparto fatto di tantissime donne con i figli nascosti in questo padiglione e lì mi è scattato qualcosa. Tenere queste donne in un reparto, al sicuro dai mariti, mi ha fatto venire voglia di fare qualcosa affinché questi uomini la smettano. Voglio comunicare ai giovani, voglio che i giovani si immedesimino in Andrea Carnevale perché la mia è stata una vita difficile. Nella vita poi, non tutti ce la fanno. Noi in famiglia eravamo 7 e una mia sorella ancora mi rimprovera perché rivede il dramma, quello che ha vissuto insieme a me. Una mia sorella ed un mio fratello hanno avuto grandi problemi a causa di questo femminicidio per cui a me è andata bene, ma non sempre tutti hanno la stessa forza. Ho avuto una richiesta eccessiva dalle televisioni, ma io non ho bisogno di visibilità, voglio solo aiutare. Sono andato in tv una sola volta a raccontare la mia storia e la sto raccontando adesso perché non voglio piangermi addosso, io ce l’ho fatta". Ha concluso Carnevale.
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