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Carnevale: "Maradona faceva beneficenza e non l'ha mai detto! Una volta ci lasciò senza parole"


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Pubblicato nella sezione Interviste
Carnevale: Maradona faceva beneficenza e non l'ha mai detto! Una volta ci lasciò senza parole

Andrea Carnevale, nel corso di una intervista rilasciata al Corriere dello Sport, ha parlato di Diego Armando Maradona.


L'ex attaccante del Napoli, Andrea Carnevale, ha rilasciato un'intervista al Corriere dello Sport in cui ha ricordato Maradona: "Diego è stato un gigante nella sua umanità. Andava a fare beneficenza e non l’ha mai detto. A noi compagni di squadra trasmetteva un senso della sua amicizia: una volta, non so quale compleanno fosse, fu capace di lasciarci senza parole, presentandosi lui, il festeggiato, con un regalo per ognuno di noi. Comprò degli anelli, delle vere e proprie fedi d’oro, e ne diede tre a testa, intrecciate come se fossero cerchi olimpici. Saremo amici per sempre, ci disse".


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Canevale ha poi aggiunto: "Diego ci fece vincere dei trofei importantissimi, ma il patrimonio affettivo è persino più grande. Ci siamo sentiti in queste ore tra calciatori di quel Napoli, ho parlato con tanti, con Giordano ad esempio che è stato un fuoriclasse - ripeto: un fuoriclasse - e che con me diceva: ci ha arricchiti. Pure economicamente, perché ci ha fatto guadagnare. Eravamo una squadra vera, piena di talento, ma senza Maradona non lo so se saremmo riusciti a vincere, ho il sospetto di no. E quella è stata un’epoca felice per chiunque, perché dove c’era questo Mostro Sacro, c’era lavoro: vale per la stampa, per le aziende, per i club, per chi ci incontrava. Non ha mai preteso, si è sempre messo a disposizione. Per una amichevole ad Acerra sfidò Ferlaino.C’era un bambino bisognoso di cure, servivano soldi, Pietro Puzone allestì questa gara, che però capitava in un periodo  complicato. Maradona non volle sentire ragioni, al lunedì andammo a questa partita, si giocava in una palude, c’era una recinzione che, volendo, sarebbe volata via con un soffio della folla. Ma non si mosse nessuno, penso solo qualche ragazzino: come un Cristo, placava le masse. Il rispetto nei suoi confronti era sterminato.Quando partiva da via Scipione Capece, partivano dietro di lui centinaia - centinaia - di motorini. Lo aspettavano, sapevano che sarebbe passato di lì prima o poi, e lui non è mai scappato via. Quando poteva, si fermava per gli autografi o una foto; altrimenti, si lasciava scortare, sapendo che li avrebbe resi felici". 


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Francesco Manno
Giornalista pubblicista dal 2006, è laureato in scienze della comunicazione. Ha vinto l'Oscar Campano per la sua professionalità. Ha inoltre condotto e diretto diversi programmi radio e TV.
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