Carnevale: "Correvo per Maradona. Fui accusato di spaccio. Persi Italia '90 per un vaffa"

L'ex attaccante del Napoli si racconta in una bellissima intervista nella quale racconta diversi interessanti retroscena sulla sua vita e carriera.
Andrea Carnevale ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni del Corriere della Sera: "Nell’87, a Napoli, in occasione dello Scudetto, festeggiammo per più di due mesi, mai visto da nessuna parte nulla del genere. A me toccava correre (ride, ndr). Giocavo con Maradona, Careca, i primi anni anche Giordano, dovevo lavorare anche per loro. Bianchi mi faceva partire a sinistra, poi spettava a me capire come muovermi guardando gli altri. Mi sacrificavo, ma lo facevo con piacere. Venivo da una piccola realtà, mi sono ritrovato come capitano il più grande di tutti i tempi. È stata una fortuna".
Carnevale ha poi aggiunto: "Quando veniva in Italia Diego mi chiamava e lo andavo a salutare. Nel 1999 sono stato con lui anche in Brasile, siamo andati al carnevale di Rio. Recentemente era più difficile parlargli. Quando ho saputo dell’operazione al cervello chiedevo di lui a Stefano Ceci (l’uomo che ne curava i rapporti in Italia, ndr). Una settimana prima della sua morte ho saputo che Guillermo Coppola, il suo vecchio manager, lo sarebbe andato presto a trovare. L’ho chiamato e gli ho detto: ‘Abbracciami il grande Diego, digli che gli voglio sempre bene’. Pochi giorni dopo è finito. Il dolore è stato forte. Mi è dispiaciuto sapere che era solo. Dopo la finale di Italia 90 mi dovevo sposare. Il matrimonio era già fissato per il 12 luglio, Diego ovviamente doveva venire. Ma dopo la sconfitta con la Germania era disperato. Provai a chiamarlo, ma non mi rispose. L’ho compreso, sapevo bene come era fatto. Era una persona a cui non potevi voler male".
Sul Mondiale del '90: "Dovevo essere titolare fisso, con Vialli, dopo quel “vaffa” mi sono ritrovato in tribuna. Così è finito il mio Mondiale. Poi Schillaci e Baggio hanno fatto grandi cose, ma per me Italia 90 è stato un fallimento".
La squalifica: "Ho assunto un farmaco dimagrante che credevo essere legale. Non lo era, risultava come doping. Mi hanno sospeso per un anno. La presi malissimo. All’inizio sembrava una sciocchezza, mi avevano detto che avrei perso al massimo due mesi. Stare fermo un anno è stato durissimo, anche dal punto di vista psicologico. La condanna mi spinse verso il ritiro. Nel 2002 l’arresto. Io uno spacciatore internazionale, mi veniva quasi da ridere. Una vicenda dalla quale sono stato pienamente assolto, ne sono uscito pulito. Ma è stato tutto massacrante. Vivi con un’ombra d’ansia, solo dopo anni riacquisti serenità. Bisogna essere solidi, ben strutturati, sennò rischi di cadere in depressione. Davvero una brutta esperienza, ma ne sono uscito fortificato. Me ne possono dire tante, ma davanti alle difficoltà reagisco bene".








Napoli-Frosinone: 3-0, commento e analisi in 3 minuti
Il Napoli ha già scelto il sostituto di Anguissa
Napoli, calendario Champions 2026-2027: data e ora delle 8 gare
"1 agosto 1926", coro e testo
"Sono napoletano", coro e testo
Guarda tutti i video pubblicati su AreaNapoli.it
