Caressa: "Inter, stagione di grande coraggio. Se il Napoli vince lo Scudetto, non è per la Roma"
Cosa non sta funzionando nella squadra di Simone Inzaghi, oggi seconda in campionato, a detta di Fabio Caressa.

"Sicuramente la stagione dell'Inter è una stagione di grande coraggio, come dimostra il rimanere dentro a tutte le competizioni". Fabio Caressa, telecronista e conduttore di Sky Sport, giudica l'annata calcistica della squadra di Simone Inzaghi via YouTube.
"Sai che rischi di arrivare stanco mentalmente a questo punto della stagione, però per me l'Inter ha pagato un certo tipo di narrazione: i giocatori dovevano riposare, l'età è alta... Ma se sei stanco e stringi i denti la stanchezza viene meno, se ti abbandoni la senti molto di più. E questo fattore, questa ossessiva ricerca del superamento della stanchezza per me ha convinto qualche giocatore. L'Inter ha giocato le stesse partite delle altre semifinaliste di Champions, forse anche meno del Barcellona: o rinunci alla Coppa Italia, ma nessun giocatore scende in campo per rinunciare, o è così".
"Ci può stare di perdere contro la squadra che va meglio in questo momento, ovvero la Roma. Il problema non è quello. Se l'Inter perde lo Scudetto, in parte lo ha perso a Parma e in parte nel non sapere costruire un vantaggio nel momento in cui c'erano meno partite, non sfruttando il momento di calo del Napoli. Se arrivi in semifinale di Champions, devi calibrare la stagione per avere almeno sei punti di vantaggio in campionato, perché la Champions ti toglie tantissimo sul piano mentale e quindi qualche punto lo lasci in campionato".
"Secondo me è stato prima il momento in cui l'Inter doveva ottenere più risultati, si doveva sapere che questo finale sarebbe stato così. Però la narrazione della stanchezza non ha fatto bene, e poi c'è l'altra narrazione, che Beppe Bergomi contesta e che ha la sua motivazione: quella delle due squadre una più forte dell'altra. Non è così, perché l'età passa e ciò influisce sul rendimento e poi ognuno ha due squadre; ciò che conta è la distanza di livello tra una e l'altra".
"Penso per esempio all'attacco, dove Mehdi Taremi ha fatto una stagione disastrosa, mentre Joaquin Correa non ha dato niente e Marko Arnautovic ha dato poco di più dietro a Lautaro Martinez e Marcus Thuram. E Kristjan Asllani è un buon giocatore ma non c'entra nulla con Hakan Calhanoglu; a sinistra Carlos Augusto ha fatto bene quando è mancato Federico Dimarco, che però ancora adesso non sta bene ed è un punto interrogativo importante. E Yann Bisseck è forte ma non vale Benjamin Pavard e Alessandro Bastoni. La narrazione è stata un po' esagerata, mi ci metto anche io; ed è normale che l'Inter ora faccia fatica".








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