Caressa: "Ho iniziato scrivendo lettere false su Cioè, sapete quanto prendevo a pezzo?"

Fabio Caressa ha parlato dell'inizio della sua carriera giornalistica soffermandosi sul compenso economico che riceveva.
Fabio Caressa è intervenuto ai microfoni di "Albertino" in Lato D, la serie podcast di m2o, ed ha parlato di come si fa una telecronaca, cosa vuole trasmettere emozioni al pubblico e ovviamente del suo legame con la musica. Lato D, scritto da Alessandro Lippi insieme ad Albertino, è una serie originale One Podcast disponibile gratis sull’app One Podcast, sull’app di m2o, su Spotify, Apple Podcast e Amazon Music. Il giornalista di Sky ha rivelato: "Una volta litigai con i 99 Posse. Il mio pre-partita? Ascolto sempre i Prodigy”.
Sulla sua carriera lavorativa ha rivelato: "Nel primo lavoro che ho fatto scrivevo per una rivista che si chiamava Cioè: io scrivevo le lettere false delle fan che incontravano i loro idoli in giro per Roma. Se mi pento? No, mi pagavano, con i soldi ci portavo a cena le ragazze. Pagavano 70 mila lire a pezzo allora, che era tantissimo per me”.
"Prima del Mondiale avevo firmato un contratto con una società che faceva le suonerie. C’erano le prime suonerie per telefonini, le mie frasi sarebbero diventate suonerie. Era una grande idea, sarei diventato ricco. Poi è arrivato YouTube…”. Ha concluso Caressa.








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