Carcarino dice addio al Sassuolo: "Mi voleva il Napoli, parlai con Spalletti. Che coppia Scamacca-Osimhen"

Massimo Carcarino è stato per anni collaboratore tecnico di Roberto De Zerbi al Sassuolo, a fine stagione l'addio alla squadra neroverde.
La Campania è sempre stata terra fertile di talenti calcistici, ma anche di allenatori e menti geniali che si sono contraddistinte nel mondo del calcio. Massimo Carcarino è un esempio sotto questo aspetto, l'allenatore partenopeo è stato per diverso tempo la mente dei successi di Roberto De Zerbi. Lo ha seguito durante la sua avventura a Benevento e poi a Sassuolo, prima di restare in Emilia nello staff tecnico di mister Alessio Dionisi. Il noto match analyst alla fine della stagione ha salutato il Sassuolo e si appresta a cominciare un'altra entusiasmante avventura della sua carriera. In attesa di una chiamata che sublimi la sua professionalità e le sue ambizioni, ha rilasciato un'intervista molto interessante alla redazione di Areanapoli.it: Mister Carcarino ha iniziato giovanissimo, un allenatore in fasce che si ispira a… "De Zerbi, perché ho avuto fortuna e privilegio di lavorarci insieme, un talento assoluto. Restando in Italia, dico anche Giampaolo e Sarri, sono due maestri nel vero senso del termine".
Dal calcio giovanile alla grande chiamata di Roberto De Zerbi, come avvenne il passaggio? "Il grande passo fu la chiamata di Roberto ai tempi del suo Foggia, in pratica non perdevo mai l'occasione di vedere le sue partite. Sinceramente, per la categoria e per il contesto Italia, lui ha sempre fatto uno sport differente. Io mi divertivo attraverso i miei canali social a pubblicare relazioni in video di quella squadra, da li ci conoscemmo. Poi da Benevento ho avuto l'onore di essere al suo fianco fino al suo ciclo di Sassuolo. De Zerbi è un talento puro".
Il primo Sassuolo delle meraviglie e il sogno realizzato della Serie A, qual é stato l’avversario più difficile da studiare? "Le partite in Serie A sono tutte difficili e complicate, nonostante si dica sia un campionato minore rispetto al passato, la qualità è alta, ed oggi avendo tanti strumenti disponibili si può vedere tutto e prevedere qualcosa. Ma il calcio rimane dei calciatori...".
Il calciatore neroverde che più ti ha stupito? "Nel mio percorso in neroverde, ho avuto la fortuna di lavorare con tanti calciatori di qualità, ma faccio due nomi nello specifico: il primo è Demiral, dal primo allenamento si intravide subito quale sarebbe stata la sua carriera, era impressionante. Un altro è Traorè. Non gli manca niente, deve solo "volerlo".
La sorpresa che non ti aspettavi? "Più di "aspettarmi" che non fosse forte, non mi aspettavo che alcuni ragazzi già "fatti", fossero così disponibili al cambiamento quando arrivammo nel 2018. Parlo di Consigli, Pegolo, Peluso, Magnanelli, Matri, professionisti di alto livello".
Le differenze di gestione tra Roberto De Zerbi e Alessio Dionisi? "La differenza è sostanziale, dalla gestione del gruppo, al pensiero di calcio. Roby è un martello ogni giorno, un perfezionista, Alessio è un normalizzatore su ogni aspetto".
L’avversario più forte che hai incontrato da quando sei nello staff tecnico neroverde? "L'avversario più forte, raggruppando questi 5 anni di Serie A, tra Benevento e Sassuolo, di sicuro l'Atalanta di mister Gasperini. E' stato un rullo compressore".
Se dovessi consigliare un calciatore del Sassuolo al Napoli quale sarebbe? "Consigliare è sempre complicato, sopratutto dall'esterno, bisogna capire l'esigenze che in quel momento una squadra ha bisogno. Se vuoi un nome, ora credo Berardi".
Berardi ti ha mai parlato del Napoli? Ma qualora arrivasse, chi potrebbe sostituire in attacco? Il suo ruolo specifico secondo mister Carcarino. "Domenico è un ragazzo che parla poco di alcune cose, certo al Napoli sarebbe perfetto. Oggi gli attaccanti esterni devono fare tanti goal, cosa che lui riesce a fare bene, e nonostante questo negli ultimi si è evoluto tantissimo, migliorando in tanti aspetti. Ruolo? Punta esterna a destra. Poi lo lascerei sempre libero di interpretare".
Traoré potrebbe andare al Milan, ma interessava anche al Napoli, é veramente il portento di cui si parla? "Traorè è un talento puro. Completo, mezzi tecnici e fisici. Gli manca soltanto il "volerlo". Ma resta un talento purissimo".
Frattesi é ad un passo dalla Roma, Mourinho lo vuole ad ogni costo, ma che giocatore é? "Davide Frattesi, a cui voglio molto bene perché è un ragazzo fantastico, ha veramente fatto la gavetta, tanta serie B. Nella stagione passata ha fatto passi da gigante, è migliorato tantissimo senza snaturare le sue caratteristiche, si è convinto che per giocare ad alto livello non era il ruolo in campo, ma dove migliorare. Ragazzo solare e gioioso anche fuori dal campo. Per me può ripercorrere il percorso di Barella".
Il calciatore con cui hai legato di più al Sassuolo? "Ho legato con molti, su tutti Ferrari, Obiang, Chiriches e Magnanelli".
Hai avuto modo di calcare i campi di tutta la Serie A, c’é un calciatore che ti ha lasciato un segno a livello calcistico ed umano? "A livello umano il calciatore che mi ha lasciato di più il segno è Pedro Obiang, persona di alto livello. Eccezionale".
Dovessi scegliere, chi lanceresti dalla montagna tra lui e Dionisi? "Dalla montagna non buttiamo nessuno... anzi si, ma non lo diciamo (sorride, ndr.)".
É vero che il Napoli cercò De Zerbi prima di Spalletti? "Non so benissimo come sia andata la cosa, sicuramente per la qualità della rosa del Napoli e il pensiero di Roby insieme si sarebbero sposati benissimo".
Qual é la qualità migliore di Scamacca e a chi lo paragoneresti? "La qualità migliore di Gianluca è l'imprevedibilità, ha un tiro mai visto prima. Quest'anno mettendo un po' di continuità di partite, ha preso consapevolezza. Di certo lui vive per il goal, lo tiene dentro".
Lo vedresti bene nel Napoli, per sostituire Osimhen o potrebbe giocare insieme al nigeriano? "Gianluca al Napoli lo vedrei benissimo, soprattutto in un contesto di squadra come quello azzurro dove è predominante per lunghi tratti di gara, e lui occupando di più l'area sarebbe perfetto. E' completamente diverso da Oshimen, per caratteristiche e qualità. Insieme? Quelli bravi vanno sempre bene, ciò che conta e la disponibilità".
Consigli o Meret? "Difficile paragonare Consigli che è un giocatore fatto, Meret è ancora agli inizi. Avendolo vissuto, aldilà delle caratteristiche tecniche, Andrea solo per la sua personalità merita".
È vero che l’anno scorso ti ha cercato anche il Napoli? "Si lo scorso anno ho avuto un colloquio col Mister, poi col suo vice, Mister Domenichini, infine con la società, purtroppo non si fece niente. Fa parte di questo mondo".
L’avventura al Sassuolo volge al termine, i motivi che ti hanno portato a questa scelta? "Al Sassuolo si chiude un ciclo, un percorso lungo, e difficile. Resto legatissimo a tutte le persone che lavorando dietro le quinte. E' probabile che essendo rimasto l'unico reduce col ciclo tecnico passato si voglia cambiare totalmente, ci sta, ma se si fossero rispettati i tempi, era più corretto".
Progetti e ambizioni future? "Ambizione sempre tanta, sui progetti al 24 giugno è un po' complicato, ma vediamo".
Ti ha cercato qualche squadra finora? "Non ho parlato con nessuno, perché ero in attesa di notizie, e quindi per una questione di correttezza verso la società per cui lavoravo non mi sembrava il caso di parlare con nessuno, pur sapendo di essere ormai a giugno inoltrato".








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