Capuano: "Il mio rapporto con Napoli? Come di un uomo che si è innamorato di una zoc*ola"

Antonio Capuano, regista napoletano tratteggiato da Paolo Sorrentino nel film "E' stata la mano di Dio", ha rilasciato un'intervista a Il Venerdì di Repubblica.
Antonio Capuano, regista napoletano di cui parla Paolo Sorrentino nel film "E' stata la mano di Dio" attraverso il personaggio interpretato dall'attore Ciro Capano, ha rilasciato una intervista a Il Venerdì di Repubblica. "Non ho visto il film, solo il trailer, è come se ne avessi paura. Io maestro di Paolo? Non so se lo pensi - spiega - né io del resto mi ritengo tale. Paolo lo sogno spesso". Classe 1940, autore teatrale, televisivo e cinematografico, Capuano è nato a Posillipo: "Il mare è il mio continente", ed infatti ha lavorato come bagnino, barcaiolo, marinaio. È sposato con Willye, olandese, che a Napoli venne per imparare l’italiano e che da qui non è mai andata via dopo essere stata conquistata a colpi tuffi. È pittore ed è titolare della cattedra di Scenografia all’Accademia delle Belle Arti di Napoli. Al cinema esordì nel 1991 con il lungometraggio Vito e gli altri. L’ultimo suo film è del 2020, Il buco in testa.
"Come regista non ho mai guadagnato, mi sento ridicolo", dice. Il suo rapporto con Sorrentino nasce e dura dalla fine degli anni ’90. Capuano chiese a Paolo, all'ora 28enne, di scrivere con lui la sceneggiatura del film Polvere di Napoli. “Solo gli strunz vanno a Roma”, fa dire Sorrentino a Capuano nel film. Il vero Capuano spiega: "La frase di Eduardo – Fuitevenne! – a me stava sulle palle. Oggi penso che avesse ragione. Il mio rapporto con Napoli? Come quello di un uomo che si è innamorato di una zoc*ola. È un guaio, ma non posso farci niente”.








Napoli-Frosinone: 3-0, commento e analisi in 3 minuti
Il Napoli ha già scelto il sostituto di Anguissa
Napoli, calendario Champions 2026-2027: data e ora delle 8 gare
"1 agosto 1926", coro e testo
"Sono napoletano", coro e testo
Guarda tutti i video pubblicati su AreaNapoli.it
