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Capodanno: "Ancelotti, stessi errori di Benitez. Il silenzio di De Laurentiis e i due calciatori da clonare"


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Pubblicato nella sezione Interviste
Capodanno: Ancelotti, stessi errori di Benitez. Il silenzio di De Laurentiis e i due calciatori da clonare

Il caso Insigne, i rinnovo di Mertens e Callejon e la gestione del Napoli targata Ancelotti: le analisi e le considerazioni di Francesco Capodanno.


Francesco Capodanno, giornalista, ai microfoni della nostra redazione, ha fatto il punto sul momento del Napoli in questa seconda sosta del campionato per gli impegni delle nazionali. Qui di seguito le sue considerazioni: "Come interpreto il silenzio di De Laurentiis in questo momento delicato per il Napoli? Non sono sorpreso, il presidente è sempre stato in silenzio in momenti di difficoltà a meno che non abbia voluto togliersi qualche sassolino dalla scarpa come nel caso della partita contro il Real Madrid ai tempi di Sarri in cui non perse l’occasione per sparare contro l’allenatore che aveva condizionato l’acquisto di un calciatore salvo non schierarlo nel momento del bisogno. Sarei stato più preoccupato se avesse parlato ma, onestamente, credo che il cammino del Napoli, fino a questo momento della stagione, non sia ancora del tutto preoccupante. Alla fine mancano almeno due punti al Napoli, uno con la Juventus ed almeno uno con il Cagliari che avrebbero dato giustizia ai valori fin ora espressi".

Milik, dal ritiro della nazionale polacca, dice di avere bisogno di continuità tecnico-tattica per tornare in forma. Bordata ad Ancelotti? Cosa succede ad Arek?


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"Sinceramente, per come sono fatto e per come mi piacerebbe che gli altri si comportassero, preferisco i fatti alle parole. Le uniche risposte o bordate da dare dovrebbero essere quelle sul terreno di gioco. Ad Ancelotti non si può di certo imputare di avergli negato possibilità e fiducia, piuttosto si può imputare a Milik ed altri di non averle sfruttate. Se fossi in Milik mi concentrerei per essere spietato negli undici metri e farei parlere i numeri, gli unici che contano nel calcio! Del resto se siamo in questa condizione, a parlare di questa mini crisi non è forse per le occasioni sprecate dal polacco contro il Genk?".

Mertens vorrebbe restare a vita nel Napoli, così come Callejon: cosa aspetta il club?

"Callejon andrebbe clonato subito e Mertens un attimo dopo. Se fossi nel Napoli non esiterei a proporgli i rinnovi. Sappiamo, però, quanto la Società sia attenta alle plusvalenze ed i bilanci. Penso che anche in questo caso, piuttosto che rinnovare calciatori non più rivendibili preferiranno andare su profili più giovani, magari con cartellini più alti ma con ingaggi più bassi per poi valorizzarli e rivenderli al momento opportuno".

Pensi ci siano dissapori all’interno dello spogliatoio tra i calciatori e lo staff tecnico capeggiato da Ancelotti?

"Purtroppo non sono all’interno per poter giudicare, la sensazione è che qualche piccolo malumore ci sia. Non mi è piaciuta la reazione di Insigne, nè tantomeno la cacciata di suo fratello sui social. Credo che Ancelotti non si faccia intimidire da questi episodi perchè ha gestito spogliatoi molto più difficili di quello azzurro e ne verrà fuori tranquillamente".

Cosa è successo dopo le vittorie con Liverpool e Lecce? Possibile passare da un estremo all’altro?

"Credo che più che Liverpool e Lecce la partita determinante sia stata quella con il Cagliari, peraltro, l’ultima delle prestazioni positive effettuate dall’undici di Carletto da Reggiolo. Credo che in quella gara il Napoli si sia un po’ smarrito ed abbia perso qualche convinzione anche considerando le estreme aspettative poste su questa squadra. Dopo aver perso in casa con il Cagliari la squadra ha sicuramente preso una sbandata ma ora spetta al tecnico rimetterla sui giusti binari ed io penso che in questo momento sia giusto evitare sperimentazioni sia tattiche che di scelta di calciatori".

Caso Insigne, come se ne esce?

"Ne ho parlato prima ma aggiungo che Lorenzo deve fare l’ultimo step di crescita. Dal mio punto di vista non deve porsi limiti mentali perchè è un calciatore intelligente e forte tecnicamente e credo che, se è prima lui a crederci, possa esprimere il suo calcio in qualsiasi posizione altrimenti è giusto che non parta tra i titolari. Un calciatore, così come un tecnico, non può condizionare una squadra ma deve mettersi a disposizione del gruppo ed esprimere tutto il suo valore".

Il Napoli deve rivedere gli obiettivi stagionali o è ancora presto? A proposito, quali sono gli obiettivi stagionali e cosa dovrebbe accadere a fine anno per rendere felici i tifosi?

"Gli obiettivi sono ancora possibili ma dipende dal tipo di obiettivi. Come dicevo prima si è caricato l’ambiente di grosse aspettative e, probabilmente, è stato questo l’errore. L’obiettivo deve essere quello di andare più lontano in Champions ed essere competitivi fino alla fine per il campionato. Considerando questi obiettivi il Napoli è lì e può dire la sua fino alla fine se ritrova soprattutto la convinzione persa dopo la partita di Cagliari ma, soprattutto, la forma di qualche calciatore importante visto che ce ne sono diversi che appaiono in evidente ritardo".

Qualcuno ritiene che possa essere l’ultimo anno di Ancelotti a Napoli, cosa ne pensi?

"Come dicevo per Benitez, ripeto anche per Ancelotti. Credo che entrambi non siano il problema ma la soluzione per questa società. Entrambi, però, hanno commesso l’errore di essere troppo aziendalisti e di aver leggermente sopravvalutato la rosa soprattutto perchè c’è una chiara assenza di personalità e di calciatori abituati a vincere. L’abbiamo visto con Benitez, poi con Sarri ed ora con Ancelotti. Alcune partite topiche sono sfumate proprio per la mancanza di questi calciatori che possono far esaltare la squadra nel momento del bisogno".  


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Luca Cirillo
Giornalista dal 2010, ha lavorato per Il Roma. Da vicedirettore ed inviato di giornali online, ha seguito il Napoli in giro per l'Europa. È autore e conduttore di programmi su Radio Amore e collabora con alcune riviste.
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