Capello attacca i Friedkin: "Nessun rispetto per Mourinho. Sapete cosa accadde a me?"

Fabio Capello, ex allenatore della Roma che vinse lo scudetto, ha commentato l'esonero di Mourinho.
La Roma ha optato per un cambio in panchina dopo due anni e mezzo: via Mourinho, esonerato, dentro il fu capitan futuro Daniele De Rossi. Una scelta presa dal presidente Dan Friedkin, arrivato in città nelle scorse ore. Fabio Capello, ex tecnico della Roma (con cui ha vinto uno scudetto) ai microfoni di Sky ha commentato: “C’era difficoltà con tanti giocatori indisponibili, ma è un’occasione per De Rossi di iniziare come è successo da calciatore nella Roma con me. Come me ha cominciato nella Spal e qualcosa ci accomuna. Sarà difficile, ma conoscendo l'ambiente romano deve far vedere quanto vale. Da calciatore è stato bravissimo, ora deve farlo da allenatore. Deve lavorare sui giocatori e far vedere che sono una squadra vera e i tifosi dovranno appoggiare molto più la squadra”.
Poi l'attacco: "Penso che queste società americane lavorino senza rispettare le persone con cui collaborano. Lo abbiamo visto al Milan con Maldini e oggi a Trigoria con Mourinho. Non c'è sensibilità dalle loro parti, ma solo business. Io invece penso che serva anche rispetto, magari accordandosi prima e separatamente e non con un comunicato e una telefonata. Che qualcosa non funzionasse si capiva dal fatto che non rispondevano alle sue richieste. Lo hanno trattato nella maniera meno rispettosa e parliamo di uno degli allenatori più importanti della storia. È successo anche a me in Russia, dove mi avvisarono all'aeroporto”.
Infine ha concluso: “Pensavo che Aquilani fosse più bravo di De Rossi: gli dissi fai le stesse cose che fai in allenamento, ma faceva il compitino. Feci entrare Daniele che si dimostrò pronto per la Roma, mentre Aquilani aveva bisogno di andare a fare esperienza. Ora vedremo se sarà pronto da subito a fare l'allenatore della Roma. Un consiglio? Studiare quello che ha fato Mourinho fino adesso e cercare di portare qualche piccola variante senza rivoluzionare, altrimenti vai contro una fascia di spogliatoio che non ti seguirebbe”.






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