Canovi: "Falcao-Inter, Andreotti bloccò tutto. Il nuovo club di Dybala e il segreto di Ancelotti"

Dario Canovi, noto procuratore, ha rilasciato alcune dichiarazioni a New Sound Level ed ha raccontato alcuni retroscena di mercato.
Dario Canovi, procuratore, è stato intervistato ai microfoni di New Sound Level 90FM nel corso della trasmissione “il Diabolico e il Divino”, condotta da Giuseppe Falcao, Simone LP e Gabriele Ziantoni. "Giulio Andreotti, grande amico del presidente Viola - racconta Canovi - interferì nel trasferimento di Falcao all’Inter, il contratto era pronto per essere depositato ma poi saltò tutto. La storia di Andreotti è vera, infatti il contratto lo scrivemmo nel suo studio, Falcao non c’era ma il procuratore sì. Andreotti fece intervenire il proprietario di una banca privata di Milano per riportarlo a Roma dall’Inter, con cui aveva già sottoscritto il contratto. Me lo raccontò Mazzola questo fatto, per precauzione il procuratore chiamò Rizzoli per informarlo che stava andando a depositare il contratto di Falcao all’Inter in Lega. Viola era molto amico di Andreotti e realizzò questo astuto colpo. Ho assistito anche l’anno dopo quando ci fu la vertenza con la Roma, la Roma voleva risolvere il contratto e ci fu un arbitrato che creò grande scalpore".
Poi ha aggiunto: "Dybala? All’estero non ci credo altrimenti avrebbe già fatto secondo me, le squadre inglesi quando puntano un giocatore risolvono in fretta la questione, soprattutto se è svincolato. L’Inter ha un vantaggio, la conoscenza tra Marotta e Dybala, ma non è sempre vincolante, ci sono altri aspetti che possono interessare di più a Dybala".
Sul segreto di Ancelotti: “Dice la verità ai calciatori, tutti lo rispettano, anche chi gioca meno. È sottovalutato dal punto di vista tecnico e tattico. Ho il piacere di essere un suo amico. Partiamo dal presupposto che tutti sottovalutano l’aspetto tecnico e tattico di Ancelotti. Da un punto di vista umano è un uomo che non dice bugie e non fa promesse false. Mi è capitato poche volte di vedere giocatori che non giocano che parlano bene del loro allenatore, e con lui è una costante. Spesso gli allenatori per risolvere un problema fanno una promessa che non possono mantenere, questo crea negatività nel giocatore. Un allenatore come lui dice sinceramente a un giocatore quello che pensa. A Camavinga lui ha detto “guarda cosa fa Modric e impara”. Io avevo un suo pallino, Thiago Motta, e so per certo non c’era un giocatore del PSG che non adorasse Ancelotti".








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