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Cannavaro: "Vi spiego perchè ho abbracciato il mister. Insigne sarà il mio erede. Nazionale? Non la guardo. C'è una cosa che proprio non capisco"


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Pubblicato nella sezione Interviste
Cannavaro: Vi spiego perchè ho abbracciato il mister. Insigne sarà il mio erede. Nazionale? Non la guardo. C'è una cosa che proprio non capisco

Paolo Cannavaro, difensore del Napoli, è intervenuto ai microfoni di Marte Sport Live, parlando tra le altre cose, della lotta per lo scudetto.


Paolo Cannavaro, difensore del Napoli, è intervenuto ai microfoni di Marte Sport Live, su Radio Marte parlando, tra le altre cose, della lotta per lo scudetto. "Sono onorato di essere il capitano della mia squadra del cuore. Terzo posto? Va bene, ma non ci accontentiamo mai. L'abbraccio con Mazzarri è stato spontaneo. E' stata una partita sofferta, carica di tensione. Mazzarri, nello spogliatoio, ci ha detto che stando tranquilli, saremmo riusciti a vincere. Abbracciare il mister è stato un gesto liberatorio. A livello tattico tutti gli allenatori sono preparati, l'arma in più è data dal rapporto umano che si crea con i calciatori. Il Napoli non molla mai, sa che le partite durano 95 minuti. E' bello rimontare una partita, ma è preferibile portarla a termine prima. Sono anni che il Napoli, al di là del gioco, lotta sempre al massimo. Il Napoli tira fuori le emozioni, forse fa venire l'infarto a qualcuno. Ormai tutte sanno come affrontarci, ma quest'anno siamo più cinici. Abbiamo visto squadre venire al San Paolo e schierare punte che non superano la metà campo. Difesa? A parte lo scorso anno, abbiamo subito sempre pochi goal. Quest'anno c'è più concentrazione, non vogliamo prendere più goal stupidi. La Juve avrà degli impegni difficili, noi non molleremo il passo e cercheremo di raggiungerla. Conosco da tempo Gamberini, dall'Under 21, ed è un ottimo difensore. Aronica? Tiene più al Napoli che a casa sua. Molti tifosi non gli hanno detto niente perchè sanno che quello di Aronica è solo un errore tecnico. Il nostro è un gruppo unito, compatto, non esiste una primadonna. Europa League, Coppa Italia o campionato? Vogliamo essere competitivi in tutte le competizioni, lo abbiamo dimostrato contro il Dnipro. Si chiama Europa League ma, se passi il girone, diventa come la Champions. Nazionale? Non la guardavo quando c'era Fabio, figuriamoci ora. La guardo solo quando ci sono delle competizioni importanti. Io poi sono tifoso del Napoli, guardo il mio Napoli. Abbiamo una sala in cui il mister ci spiega gli errori. Raramente è arrabbiato, è capace di entrare dentro di noi senza alzare la voce. Insigne sarà sicuramente un Paolo Cannavaro. E' un ragazzo con la testa sulle spalle, sarà il mio erede. Cavani è un fuoriclasse non per quello che fa la domenica, ma per quello che dimostra nei restanti 6 giorni. Mette un entusiasmo incredibile quando arriva agli allenamenti. In molti c'è troppo autolesionismo, alcune critiche non le capisco proprio. Alla prima difficoltà sento dire 'questo non è buono', 'quello se ne deve andare'. Fortunatamente noi ci isoliamo. Io non me ne frego proprio, oramai mi sono fatto le ossa in quest'ambiente. Il San Paolo ha sempre il suo fascino, anche quando non c'è il pienone. Ci sono partite che mi emozionano più di altre. La tv può essere comoda, ma lo stadio è tutta un'altra cosa".


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Francesco Manno
Giornalista pubblicista dal 2006, è laureato in scienze della comunicazione. Ha vinto l'Oscar Campano per la sua professionalità. Ha inoltre condotto e diretto diversi programmi radio e TV.
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