Cannavaro: "Il mio pensiero su Insigne e Tuanzebe. Nel Napoli una coppia è in crescita"

Fabio Cannavaro, ex calciatore oggi allenatore, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Vikonos Web Radio/Tv e ha parlato del Napoli di Spalletti.
Fabio Cannavaro, ex difensore della nazionale italiana, è intervenuto nel corso del programma Febbre a 90, in onda su Vikonos Web Radio/Tv. "Il percorso del Napoli? Spalletti sta recuperando molti giocatori, tra infortuni, Covid, squalifiche erano mancati in troppi, con la squadra al completo se la gioca con chiunque. Ora - sottolinea Cannavaro - il calendario mette gli azzurri di fronte a squadre certamente più alla portata, tuttavia le sconfitte con Empoli e Spezia insegnano che le gare vanno giocate. Il Napoli non deve fare calcoli e pensare a sè, poi se gli altri fanno passi falsi bisogna approfittarne".
Poi ha aggiunto: "Quale assenza più penalizzante? Beh, facile: quella di Osimhen. Il ragazzo ha fatto la differenza ad inizio anno, il suo infortunio è stato determinante in negativo, per il Napoli. Ora che non è andato in Coppa d’Africa ed è rientrato, potrà aiutare tantissimo tutto il reparto offensivo azzurro. La coppia Rrahmani-Juan Jesus? Sta crescendo, come tutti i giocatori del Napoli chiamati in causa in seconda battuta. I due erano infatti partiti come riserve di Koulibaly e Manolas, si sono fatti valere e non hanno concesso praticamente nulla ai loro avversari, la nuova coppia si sta imponendo molto bene. Anche Tuanzebe ha bisogno di tempo, si gioca ad altissimi livelli e sono convinto potrà dare una grande mano, del resto viene da un campionato super competitivo come la Premier League".
Su Insigne: "Da capitano a capitano, in bocca al lupo a lui. Lorenzo ha fatto una scelta difficile, da napoletano lasciare Napoli non è semplice, rispettiamo la sua scelta, ha dato tutto finché è stato chiamato in causa. In questi anni Insigne ha dimostrato grande attaccamento alla maglia, se lui ed il Napoli non hanno trovato l’accordo è giusto poi andare altrove".
Infine sul “no” alla Polonia: "Mi dispiace molto, la squadra è davvero forte, la seguivo, ha grandi giocatori. Tuttavia, per preparare una partita così delicata come uno spareggio Mondiale c’era troppo poco tempo a disposizione ed io sono abituato a stare in campo, a confrontarmi con gli altri, mi piace mettere in campo le mie idee e spiegare il mio calcio ai giocatori. Solo per questo ho detto di no”.








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