Logo AreaNapoli.it

Cannavaro: "Ferlaino mi telefonò, rimasi deluso. Vi racconto la mia cessione al Parma"

Il noto presentatore di fede interista ha commentato la recente assoluzione di Francesco Acerbi dalle accuse di razzismo.


Alessandro SepeAlessandro SepeDirettore responsabile

28/03/2024 15:44 - Interviste
Cannavaro: Ferlaino mi telefonò, rimasi deluso. Vi racconto la mia cessione al Parma

Fabio Cannavaro ha rilasciato alcune dichiarazioni nel corso della settima puntata della seconda edizione della trasmissione Legends – Ci vediamo a Napoli, prodotta dalla Media Company Nexting e da Sportface, in onda su Sportitalia (canale 60 del digitale terrestre) e Napoflix (canale 86). Vi proponiamo uno stralcio della sua intervista. "La mia cessione per 13 miliardi al Parma? Bisognava fare cassa. Avevo raggiunto il mio sogno, ero titolare nel Napoli, stavo benissimo. Ma già da un paio di anni c'erano alcuni problemi e io ero l'ultimo rimasto per fare cassa. La società mi chiamò dicendomi che sarei dovuto andare a Milano per firmare con l'Inter. Evidentemente il presidente salendo si sarà fermato a Parma per avere qualcosa in più da Tanzi".

Cannavaro prosegue: "Fu proprio Ferlaino a telefonarmi e a dirmi che se non avessi firmato la società sarebbe fallita e sarebbe stata colpa mia. Quelle parole pesarono tantissimo per un ragazzo di vent'anni. Io avevo il sogno di diventare una bandiera come Bruscolotti e Juliano, ma sfortunatamente quella società non aveva modo di permettere a un giovane di crescere. Rimasi deluso, ma con il tempo ho capito che andare a Parma è stato il meglio per me. Non ero ancora un fenomeno, ma sono cresciuto con l'impegno quotidiano. Lì come in qualsiasi altro club".


PUBBLICITÀ

"All'Inter, alla Juve, al Real, fino alla Nazionale. Ho fatto quasi 900 partite da professionista, di cui 136 con la maglia dell'Italia. E questa è sempre stata una grande soddisfazione. La gara con la Germania nel 2006 forse è quella che mi ha fatto vincere il Pallone d'oro. Una prestazione praticamente perfetta. Con la Francia ci fu un po' più di paura. Quando uscì Zidane noi eravamo stanchi, lo avevo avvertito negli occhi dei miei compagni, avevamo paura, in fondo avevamo già perso contro i francesi, quindi quell'espulsione devo ammettere che fu di grande aiuto".

"Dopo il Mondiale quando arrivammo al Circo Massimo incontrai mio padre e gli feci vedere la coppa che avevo nella mia valigia e lui si emozionò. La differenza tra un giocatore normale e chi vince la coppa del Mondo è che il primo può essere un grande campione, ma chi vince un Mondiale diventa una leggenda".

"Il gruppo del 2006? Penso che nessuno pensasse di diventare allenatore. Quando vincemmo chiesi alla Figc il patentino per tutti. All'epoca dissero di no, ma poi ci fu data la possibilità di unire i primi due corsi e tutti gli allenatori di oggi, da De Rossi a Gilardino, a Pirlo, Grosso e gli altri, sono figli di quella mia idea", ha dichiarato Cannavaro.


PUBBLICITÀ

Ultimissime notizie
Alessandro SepeAlessandro Sepe
Direttore responsabile e co-fondatore di AreaNapoli.it, è giornalista pubblicista dal 2013. Laureato in letteratura e storia italiana, è da sempre appassionato di calcio e di giornalismo sportivo.

ANNUNCI SPONSORIZZATI
Guarda suYouTube logo
Prossima partita del Napoli
PisaPisa
NapoliNapoli
Pisa-Napoli, i precedenti
Serie A, domenica 17 maggio alle 12:00