Cannavaro: "Dimaro, Garcia e il mio futuro. Sono tornato a vivere a Napoli"

L'ex capitano del Napoli ha parlato ad Il Mattino: "Spalletti ha fatto un lavoro che resterà nella storia".
Paolo Cannavaro protagonista di un'intervista ad Il Mattino. In quel primo ritiro a Dimaro – luglio 2011 – lui c’era, capitano della squadra azzurra tornata in Champions League 21 anni dopo l’ultima apparizione con Maradona. "Quello di un’estate in cui arrivarono migliaia di tifosi in Val di Sole. Dopo cena, di solito, si fa una passeggiata in paese per prendere un gelato o scambiare quattro chiacchiere. Impossibile invece quell’anno uscire dall’albergo perché arrivarono migliaia di tifosi da tutta Italia. Ci inondavano di affetto dalla mattina alla sera e così restavamo fino a tardi nella sala da pranzo dell’hotel a scherzare tra di noi. Si cementò ancora di più un gruppo meraviglioso, base fondamentale per i successi".
Ha visto lo scudetto sulle nuove maglie? "Sì. Ed è stato un brivido. Perché quando fu il Napoli di Maradona a vincerli io ero molto piccolo, quindi non avevo grandi ricordi. Invece questa stagione me le sono goduta, come questa nuova maglia".
Spalletti ha vinto ed è andato via: quale sarà il futuro dei campioni d’Italia? "Il Napoli resta forte, c’è una grande base costruita dalla società di De Laurentiis nel tempo. Si dice che il club ha cento anni di storia, in realtà è giovane perché è nato nel 2004 dopo il fallimento. E in un breve lasso di tempo sono stati ottenuti ottimi risultati perché non è facile morire e rinascere. Spalletti ha fatto un lavoro che resterà nella storia, al suo posto è arrivato un altro tecnico di livello internazionale, che sa come gestire uno spogliatoio in cui vi sono differenti anime, lingue e culture, aspetto fondamentale nel lavoro di uno staff. Passando da Spalletti a Garcia, il modulo resta lo stesso, il 4-3-3, anche se è chiaro che qualcosa con il nuovo allenatore cambierà".
La sua estate, invece? "È di aggiornamento sulle squadre in vista della ripresa della stagione, quando con mio fratello e il nostro staff cominceremo a seguire le partite dei vari campionati. Finora le mie estati erano state di lavoro, da calciatore o vice allenatore. Avevo anticipato il ritiro dall’attività perché Fabio mi chiese di seguirlo nell’esperienza al Guangzhou, in Cina, e bene ho fatto perché continuare a giocare per altri due o tre anni non avrebbe cambiato la mia vita. Ci guardiamo intorno e spero che la vacanza duri il meno possibile".
Intanto, ha lasciato l’Emilia ed è tornato a Napoli. "Ho vissuto tanto in quella terra ai tempi del Parma e del Sassuolo. Poi ho trovato la casa ideale nella mia città e sono tornato dove ho le radici. Sono tifoso di Napoli e del Napoli. Non mi stancherò mai di ripeterlo: non nasconderei mai la mia fede calcistica, a prescindere da dove lavoro. Un conto è la professione, un’altra quel sentimento che ti accompagna per sempre nella vita".






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