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Canè: "I ragazzini di Napoli mi chiamavano nero, nero. Io rispondevo con testuali parole"


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Pubblicato nella sezione Interviste
Canè: I ragazzini di Napoli mi chiamavano nero, nero. Io rispondevo con testuali parole

L'ex calciatore del Napoli Canè ha parlato del delicato tema razzismo che imperversa nel mondo del calcio e non solo: "Mai sofferto questa situazione".


L'ex calciatore del Napoli Faustinho Canè ha parlato del delicato tema razzismo ai microfoni di Radio Crc, ricordando un aneddoto storico sul suo approdo in città: "Bisogna rispettare le regole, se non si rispettano le regole non si va da nessuna parte. Mettetevi anche nei panni di Vinicius che ha detto di non avere più la forza nonostante i soldi che guadagna. Non avere reazioni delle federazioni e di chi dirige non è bello. La società doveva accompagnare Juan Jesus, su questa cosa non si discute. Già per il fatto che è andato a scusarsi Acerbi, l'interista doveva avere una squalifica".

Inoltre, Canè, ha ricordato: "Io sono arrivato in Italia e a Napoli nel lontano 1962. C’erano poche persone di colore, però già si sentiva. I miei compagni erano quasi tutti bianchi, non abbiamo mai sofferto questa situazione più che altro propagandista. Sono arrivato a Napoli e i ragazzini dicevano “nero nero nero!” e io rispondevo con testuali parole: “bianco bianco bianco!”, perché sono due colori".


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"Se un difensore dell’epoca mi avesse rivolto un insulto razzista? Non lo so, io la penso così. Ti chiamo bianco e finisce lì. Tu mi chiami nero e io ti chiamo bianco. Se ti offendi sono affari tuoi". Ha concluso Canè.


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Gaetano Brunetti
Giornalista pubblicista dal 2012, ama da sempre il giornalismo. In passato ha collaborato tra l'altro con Cronache di Napoli ed Il Roma. Premiato alla 22° edizione dell'Oscar Campano del Calcio.
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