Caliendo contro l'agente di Osimhen: "In Brasile non lo fanno entrare. Victor fa tenerezza"
Il noto procuratore Antonio Caliendo ha pungolato il manager di Victor Osimhen, Roberto Calenda, in un'intervista.

Antonio Caliendo, procuratore sportivo di lungo corso, non ha lesinato critiche nei confronti di Roberto Calenda, manager di Victor Osimhen, durante un'intervista concessa ai taccuini del Corriere dello Sport: "Adesso ci sono intermediari che fanno a mezzo con i presidenti, e grandi gruppi americani, e inglesi, e i più giovani, i quaranta-cinquantenni, si mettono insieme, non si fanno la guerra e si dividono il malloppo. È cambiato anche il rapporto tra procuratore e assistito, l’intermediario cura l’affare, non il giocatore. Vive alla giornata, per me un contratto significa investimento a lungo termine".
Caliendo ha poi aggiunto: "Io sentivo i miei una o due volte al giorno, mi occupavo di tutto. Oggi c’è molto pressapochismo, guarda com’è gestito Osimhen. Victor è un giocatore che vale 200 milioni e adesso è costretto a stare ai margini in attesa di non so che cosa". L'intervista prosegue:
Antonio, sono venuti a mancare Premier e arabi, i grandi soldi. Non può essere colpa di chi lo assiste.
"Calenda lo conosco, fece saltare Maicon al Real".
Lasciamo stare, fatti vostri.
"In Brasile non lo fanno più entrare".
Non mi frega nulla dei tuoi contrasti con Calenda, proseguiamo.
"L’hanno anche men…".
Oggi, potendo, chi ti piacerebbe assistere?
"Osimhen mi fa tenerezza, è un attaccante fantastico, ha una potenza e una velocità straordinarie".
D’accordo: ma tenerezza, no, ti prego.
"Mi riferisco alla sua situazione attuale", conclude Caliendo.








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