Calcagno: "Giovani, seconde squadre e Primavera: il piano per la ripartenza"

Umberto Calcagno, presidente dell'AIC, ha parlato di alcuni argomenti che riguardano il calcio italiano nella sua intervista.
Dopo l'ennesima scossa che ha travolto il calcio italiano - dalla sconfitta di Zenica fino alle dimissioni di Gabriele Gravina - il rischio più grande è quello di fermarsi alla superficie. Cambiare i nomi, senza cambiare davvero le idee. Cercare soluzioni immediate, senza affrontare le radici del problema.
Le dichiarazioni di Calcagno sul futuro del calcio italiano
In questo scenario si inseriscono le parole di Umberto Calcagno, presidente dell'AIC, ai microfoni di TMW, che provano a spostare il discorso su un piano più profondo e meno istintivo: "La riduzione dei campionati, a partire dalla Serie A? Io non partirei dal numero, il concetto è che non abbiamo più bisogno di contrapposizioni. Dobbiamo migliorare in tutti i contesti, a partire da come insegniamo il calcio a bambine e bambini. E poi bisogna migliorare nella 'rifinitura': se le nazionali giovanili vincono tanto, ma poi quando arrivano tra i professionisti quegli stessi calciatori non hanno uno sbocco, e non mi so spiegare perché. Le seconde squadre hanno un po’ aiutato, ma per esempio dobbiamo capire perché la Serie A preferisce investire sugli stranieri. Il nostro è un mondo che deve parlarsi di più: oggi abbiamo creato, magari in buona fede, tante contrapposizioni che non hanno più senso di esistere. La Nazionale e la competitività internazionale dei nostri grandi club sono le due gambe più importanti del nostro sistema: non possono non andare d'accordo".
Calcagno parla di un piano per la ripartenza del calcio italiano
E ancora: "Vedo una contrapposizione tra seconde squadre e campionato Primavera? No, anche se probabilmente bisognerà abbassare nuovamente l’età massima del campionato Primavera, che era stata alzata pochi anni fa. Però in una squadra ci sono ragazzi già pronti per andare in prima squadra, ragazzi pronti per la seconda squadra e altri che possono alternarsi fra seconda squadra e Primavera, ragazzi che sono più adatti a un prestito valorizzato in Serie C. Servono tutti gli strumenti per far crescere i giovani. Ripeto: è evidente che non vada tutto bene. Però dall’anno prossimo avremo l’indice di liquidità ammissivo in Serie B e C, abbiamo dei progetti avviati, a livello giovanile dei frutti ci sono stati: bisogna capire su chi puntare per andare avanti rispetto a quello che abbiamo fatto bene, e per correggere quello che non ha funzionato".






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