Calaiò racconta il suo dramma: "Sapete cosa mi accadde a 28 anni?"

Emanuele Calaiò ha parlato della sua carriera soffermandosi sull'esperienza maturata a Napoli con la cavalcata che valse la promozione in A.
Emanuele Calaiò, ex attaccante del Napoli, si è raccontato attraverso un'intervista rilasciata ai microfoni di Radio Napoli Centrale: "Io titolare in Nazionale di oggi? Vedendo la Nazionale degli ultimi anni, sarebbe più facile perché c’è poco in circolazione, ma sono contentissimo della carriera che ho fatto e mi godo questo Napoli che sta giocando bene. Io e Nicola Mora, mio cognato, abbiamo formato la Nazionale del Regno delle Due Sicilie come ex calciatori con tanti palermitani, campani e tante personalità del Sud con cui facciamo partite di beneficenza".
Inoltre, Calaiò, ha raccontato il dramma di metà carriera: "Nel calcio, oltre alla bravura ci vuole tanta fortuna. Nel pieno della maturità, a 28 anni sapete cosa mi accadde? A Siena mi sono rotto il perone e mi sono fermato per 5 mesi. Gol mio o di Pià a Brescia? Pià esultò perché disse di averla sfiorata e gli ho creduto".
Raspadori come Calaiò? "Abbiamo caratteristiche simili, lui è più duttile secondo me. Questo campionato, per quello che ho visto, può perderlo solo il Napoli, non vedo squadre che giocano meglio del Napoli".
Festa della promozione? "Ci penso sempre, per me è come fosse accaduto ieri. Sono emozioni stupende legate al mio gol contro il Lecce, con quel pubblico, la scritta ‘ti amo’ in curva, ricordi indelebili". Ha concluso Emanuele Calaiò attraverso le frequenze dell'emittente napoletana.








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