Calaiò: "Napoli, manca un uomo simbolo. Hamsik il più forte, ecco cosa mi disse Benitez"

Emanuele Calaiò, ex attaccante del Napoli, ai nostri microfoni ha analizzato il momento della squadra di Gattuso e aperto il libro dei ricordi.
Riparte la Serie A dopo gli impegni delle Nazionali. Il Napoli ospita il Crotone. Gennaro Gattuso punterà molto sul reparto offensivo tornato finalmente al gran completo. Ne abbiamo parlato con un ex bomber di razza, Emanuele Calaiò, autore di gol pesanti e tra i pilastri della rinascita del club partenopeo targato De Laurentiis (44 reti in 136 prenze): "Battere Milan e Roma non è mai facile, tuttavia mi preoccupano più le partite con le cosiddette piccole: il Napoli in queste sfide ha avuto troppi cali di concentrazione. Al 'Maradona' arriva il Crotone e sulla carta non c'è partita visto il divario tecnico, ma l'unica carta su cui scrivere la verità è il terreno di gioco".
Poi l'Arciere analizza la gestione di Gennaro Gattuso: "La squadra è dalla sua parte, da ex calciatore di spessore conosce esigenze, pregi e difetti dei suoi ragazzi. Dopo la parentesi al Milan, dove ha scritto la storia in campo, sta maturando esperienza alla guida di un altro club importante e qualche errore è normale, ma è anche vero che i tanti infortuni ed il covid in una stagione così anomala hanno inciso molto. E poi a Napoli, si sa, spesso manca equilibrio: qualche settimana fa si parlava di esonero, oggi di rinnovo".
Sulle responsabilità della società, il Calaiò dirigente spiega: "Ogni club di livello ha uomini simbolo. Penso a Paolo Maldini, Javier Zanetti e Pavel Nedved. Al Napoli manca una figura in grado di ricordare ai calciatori la storia, l'appartenenza, e cosa vuol dire indossare tale maglia. Quando giocavo io c’erano anche alcuni giocatori che ci ricordavano spesso tali concetti".
Sul possibile ritorno di Maurizio Sarri, l'ex goleador non si entusiasma: "Non amo le minestre riscaldate, ma confesso che è il tecnico con il quale mi sarei divertito di più a giocare considerando le mie caratteristiche di attaccante per nulla statico e in grado di svariare su tutto il fronte offensivo".
Ai microfoni di “Stadio Napoli” e di Arenapoli.it, Emanuele apre il libro dei ricordi: "Compagno più forte? Marek Hamsik! E' destro o sinistro? Non lo so ancora (ride, ndr). Avversario più ostico da affrontare? Giorgio Chiellini. Non è Sergio Ramos, sicuramente non è elegantissimo, ma è uno di quelli che ti toglie l'aria quando ti marca e sa come piazzare la spintarella giusta".
Calaiò racconta inoltre alcuni momenti cruciali della sua carriera: “Marino diceva che valevo almeno 10 milioni di euro? Le valutazioni le fanno i dirigenti, il mio obiettivo era quello di crescere partita dopo partita. E ci sono riuscito crescendo insieme al Napoli dalla C alla Serie A. Nella carriera di un calciatore, però, oltre al talento, serve tanta fortuna. Quando approdai al Siena iniziai a segnare tanti gol. Un osservatore di Prandelli, all’epoca CT della nazionale, venne a vedermi. Purtroppo, contro il Cesena mi ruppi il perone. Sono comunque soddisfatto della mia carriera. Ora ho iniziato un nuovo percorso da dirigente e spero di avere tante soddisfazioni”.
Non può mancare un ricordo di Benitez: “Un uomo di grande cultura e di notevole lealtà. Fu chiaro dall’inizio, mi disse che mi apprezzava molto come calciatore e che le mie caratteristiche erano adatte al suo gioco, ma che avrebbe fatto fatica a concedermi lo spazio giusto visto che c’era gente come Higuain, Mertens, Pandev e gli altri. Così decisi di andare via e scelsi il Genoa”.








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