Cagni: "Andare allo stadio è come andare in guerra! Alla fine figli di p.... l'ha detto Gasperini"

L'ex allenatore del Piacenza, Gigi Cagni, ha parlato dell'incresciosa situazione che si è venuta a creare con Gasperini ai microfoni di TMW Radio.
Gigi Cagni, ex allenatore del Piacenza, a TMW Radio, ha parlato dell'incresciosa situazione dei cori di Firenze contro l'allenatore dell'Atalanta Gasperini: "Non mi stupisco, da 52 anni sono professionista e mi è sempre successo. In molti stadi non c'era la recinzione, a volte ti fermavano per farti passare in mezzo alla gente, che ti minacciava. Qui c'entra lo Stato, non la Federazione. Vai allo stadio oggi è come andare in guerra, è pieno di polizia. Certe persone sono individuabili, come succede in Inghilterra. Lo stadio non può essere un porto franco. Quante volte abbiamo visto i tifosi insultare i poliziotti, senza che questi potessero fare niente? Le leggi ci sono, vanno fatte rispettare. A Giampiero dico lascia perdere".
Poi aggiunge: "Non bisogna dare soddisfazioni, non doveva nenache dirlo nell'intervista. Doveva passarci sopra, senza dargli soddisfazione di nominarli. Alla fine è lui che gi ha detto figli di p...., ed è sbagliato. Piatek? A me è sempre piaciuto, ma se non gli crossi mai...anche lui alla fine soffre. Lo farei giocare in coppia con Ibrahimovic. Avrebbe tutto da imparare. Hanno speso 35 milioni, poi starà alla società decidere se venderlo".







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