Cafarelli: "E' sorprendente quanto sta accadendo al Napoli. Milik, il futuro di Ancelotti e Insigne..."


Redazione
Interviste
12 OTT 2019 ORE 17:15

Il giornalista di Canale 21 ha analizzato il momento del Napoli tra presente e possibile futuro in relazione ai rinnovi contrattuali e alle strategie del club.

Claudio Cafarelli, giornalista di Canale 21, ha fatto il punto sul momento del Napoli ai microfoni della nostra redazione. Queste le sue considerazioni: "Come interpreto il silenzio di De Laurentiis in questo momento delicato per il Napoli? Istintivamente direi “meglio così”. Conoscendo il carattere e l’irruenza di De Laurentiis potrebbe essere deleterio ogni tipo di dichiarazione. Starà ragionando sul da farsi. Non escludo un confronto continuo con Giuntoli e Ancelotti, persona che stima senza alcun dubbio". 

Milik, dal ritiro della nazionale polacca, dice di avere bisogno di continuità tecnico-tattica per tornare in forma. Bordata ad Ancelotti? Cosa succede ad Arek?

"Non credo sia una bordata ma più la consapevolezza di aver bisogno di minuti nelle gambe. Milik è un ragazzo intelligente, sveglio e molto molto sfortunato. Gli infortuni hanno minato inevitabilmente la sua crescita e temo anche la sua carriera. Potenzialmente era destinato ad essere al top degli attaccanti, ma la bravura deve coincidere anche con altri mille fattori per permettere ad un calciatore di esplodere. Credo che questo sia l’ultimo anno utile per dimostrare tutto il suo reale valore sperando che non abbia altri problemi fisici.

Mertens vorrebbe restare a vita nel Napoli, così come Callejon: cosa aspetta il club? Pensi ci siano dissapori all’interno dello spogliatoio tra i calciatori e lo staff tecnico capeggiato da Ancelotti?

"È davvero sorprendente quanto stia accadendo al Napoli. Ci sono calciatori in scadenza e altri in attesa di rinnovo, qualcosa di inusuale per la società di De Laurentiis. La sensazione è che si voglia cambiare, si voglia aprire un nuovo ciclo e che inizialmente anche Callejon e Mertens non rientravano nei piani. Poi le ottime prestazioni di entrambi, la volontà dei due calciatori e probabilmente un ripensamento di Ancelotti (soprattutto su Mertens) hanno riaperto alla possibilità di vederli ancora in maglia azzurra. Però ci sono due elementi da tenere in considerazione: 1) l’abbraccio tra i due calciatori durante la presentazione che lasciavano presagire un addio 2) l’impossibilità da parte di De Laurentiis di ottenere un’entrata dai loro addii. In particolare quest’ultimo aspetto mi lascia perplesso. Sono convinto che per Callejon il rinnovo sia molto più semplice, mentre Mertens era probabilmente considerato tra i partenti ma le dinamiche di mercato non hanno permesso la sua cessione.

Cosa è successo dopo le vittorie con Liverpool e Lecce? Possibile passare da un estremo all’altro?

"In partite come quelle contro il Liverpool le motivazioni arrivano a prescindere dall’allenatore o dal sistema di gioco. La vetrina, gli avversari, l’atmosfera caricano e permettono di superare i propri limiti. Contro il Lecce c’è stata l’euforia, la sensazione di poter battere chiunque dopo aver sconfitto i Campioni d’Europa. Viceversa contro la sconfitta contro il Cagliari ha aperto a perplessità, dubbi, incertezza in tutti i calciatori. La conseguenza è la mancanza di mordente contro il Genk e a Torino, la paura di subire e di poter crollare dopo aver dominato. Quindi maggiore equilibrio, eccessivo e poca propensione a giocare liberamente. Il sistema di gioco del Napoli porta a questi alti e bassi clamorosi in questo momento, la speranza è che Ancelotti possa trovare la quadra e affidarsi a meccanismi più efficaci lavorando anche nella testa dei ragazzi e chiarendo una volta per tutte il ruolo di Tizio o Caio (Zielinski, Fabian, Lozano, Insigne ecc)".

Caso Insigne, come se ne esce? 

"La scelta di eleggerlo a capitano è stata fatta senza le giuste osservazioni. Ora l’unica soluzione valida è quella di gestirlo, fargli capire l’importanza di indossare una fascia del genere, educarlo e sperare che recepisca positivamente queste indicazioni. Sono convinto che Ancelotti sia fondamentale per questo processo, la sua esperienza può fare la differenza. Altre soluzioni non ne vedo. Togliergli la fascia avrebbe delle ripercussioni clamorose e a quel punto meglio la vendita piuttosto che creare ulteriori dissidi. Il problema però è un altro secondo me. C’è davvero un club disposto ad acquistare Insigne e a quel prezzo? Un talento straordinario ma di collocazione tattica complicata vedendo quanto fatto in carriera". 

Il Napoli deve rivedere gli obiettivi stagionali o è ancora presto? A proposito, quali sono gli obiettivi stagionali e cosa dovrebbe accadere a fine anno per rendere felici i tifosi?

"Il mercato fatto è di qualità, probabilmente uno dei migliori degli ultimi anni. Il Napoli deve puntare prima di tutto a risolvere i suoi problemi, trovare stabilità e approfittare di una situazione differente rispetto alle ultime stagioni. C’è più competitività e anche se Sarri sembra aver già dato un’impronta chiara alla Juventus è comunque alla sua prima stagione, così come Conte. Obiettivi come sempre non ce ne sono, a parte la qualificazione in Champions League, di vitale importanza. Tutto il resto è qualcosa in più. La maggior parte dei tifosi vogliono solo ed esclusivamente lo scudetto. Temo che anche un eventuale arrivo in semifinale di Champions non possa bastare (un po’ come fece la Roma con Di Francesco)". 

Qualcuno ritiene che possa essere l’ultimo anno di Ancelotti a Napoli, cosa ne pensi?

"I punti di contatto con Rafa Benitez sono tanti. Non credo che Ancelotti sia stanco di Napoli e lo stesso De Laurentiis non penso voglia privarsene. Probabilmente la percentuale di addio o di permanenza cambierà solo a gennaio quando si avrà un quadro più chiaro della stagione e si potrà fare un primo bilancio. Sono solo sette le giornate fin qui disputate quindi mi sembra davvero prematuro ipotizzare un addio". 

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