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Caccia: "Ecco cosa è successo dopo Napoli-Cagliari, un incubo! Casi Milik-Insigne, il futuro di Ancelotti..."


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Pubblicato nella sezione Interviste
Caccia: Ecco cosa è successo dopo Napoli-Cagliari, un incubo! Casi Milik-Insigne, il futuro di Ancelotti...

Il giornalista di TeleClub Italia è intervenuto ai nostri microfoni per fare il punto sul momento del Napoli in questa seconda sosta del campionato.


Alberto Caccia, giornalista di TeleClub Italia, ai nostri microfoni ha fatto il punto sul momento del Napoli in questa seconda sosta del campionato di Serie A: "Cosa penso del silenzio di De Laurentiis in tale delicato momento per la squadra? A mia memoria il presidente nelle soste di ottobre non ha mai parlato, se non obbligato da eventi extra-Napoli. Non credo sia un silenzio voluto, certo è che De Laurentiis sicuramente starà ripensando a queste prime 9 gare ufficiali. Bordata di Milik ad Ancelotti? Questo ragazzo è passato improvvisamente dall'affetto alla più becera derisione da una parte dell'ambiente, e ritengo inspiegabile questa controtendenza perchè il calciatore è sempre lo stesso: non era un fuoriclasse al suo arrivo, non è un brocco adesso. La scorsa stagione è stato criticato finanche quando segnava con continuità, non gli viene mai perdonato nulla e l'esempio lampante è quello di Genk: Milik prende il legno, Callejon si divora un gol molto più facile ma per l'ambiente la colpa della mancata vittoria è del polacco. Non credo che le dichiarazioni di Arek siano una bordata ad Ancelotti, il tecnico appena ha potuto lo ha schierato titolare e gli ha dedicato belle parole alla chiusura del mercato, inoltre col mister ha la più alta media realizzativa da quando è al Napoli. Io ci credo ancora in questo ragazzo".

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"Situazione delicata, visto che fra due mesi e mezzo entrambi possono trattare e firmare con chiunque. Personalmente rinnoverei i due contratti ma con un compenso che possa essere la via di mezzo fra la loro storia, il loro presente e la carta d'identità: comprendo quindi le riflessioni della società. La sensazione, ma spero di sbagliarmi, è che almeno uno dei due a giugno saluterà Napoli".

Pensi ci siano dissapori all’interno dello spogliatoio tra i calciatori e lo staff tecnico capeggiato da Ancelotti?

"A Dimaro, dove si vive h24 l'ambiente, lo scorso luglio abbiamo visto un gruppo coeso - squadra e staff - dentro e fuori dal campo. Oggi mi sembra difficile pensare a qualcosa da "faida da spogliatoio", anche se nel calcio in pochi giorni può cambiare tutto. Se dovessi ipotizzare qualcosa, nell'eventualità mi concentrei più su un malumore di qualche singolo atleta".

Cosa è successo dopo le vittorie con Liverpool e Lecce? Possibile passare da un estremo all’altro?

"A mio avviso il Napoli ha pagato mentalmente la sconfitta immeritata col Cagliari. La squadra, superato l'ostacolo-Lecce dopo la sbornia-Liverpool, immaginava forse una strada in discesa e invece è rimasta intrappolata nell'incubo sardo. E credo che nemmeno lo stesso Ancelotti si aspettava tutto questo, così si è sgretolata quella sicurezza che sembrava granitica dopo le due vittorie in Champions e nel Salento".

Caso Insigne, come se ne esce? 

 "Non saprei. Siamo nelle stesse medesime condizioni del girone di ritorno della scorsa stagione e mi dispiace questa insofferenza. Obiettivamente però abbiamo visto un Insigne brillante soltanto per pochi sprazzi in questa prima parte, nonostante Ancelotti ne abbia centellinato l'impiego. Sono dell'avviso che se vuoi giocare sempre o quasi, devi mangiarti l'erba e gli avversari appena hai la chance di stare in campo, e questa cosa in questi primi match non si è vista tantissimo sinceramente.  

Il Napoli deve rivedere gli obiettivi stagionali o è ancora presto? A proposito, quali sono gli obiettivi stagionali e cosa dovrebbe accadere a fine anno per rendere felici i tifosi?

 "Assolutamente no, al di là dei catastrofismi cosmici che ho letto e sentito, dopo 7 turni il Napoli è nella media-punti degli ultimi anni, anche dei primi due con Sarri tanto "glorificati". Per me l'obiettivo minimo del Napoli in campionato è ottenere la zona-Champions, possibilmente sul podio, e il restare il più a lungo possibile nel gruppo di testa per tentare di vincere quello che da anni in Italia puoi chiamare soltanto "l'impossibile". Per quanto riguarda le coppe: superare il girone e arrivare il più lontano possibile e tentare di vincere la Coppa Italia. Obiettivamente".

Qualcuno ritiene che possa essere l’ultimo anno di Ancelotti a Napoli, cosa ne pensi?

"Troppo presto per parlarne, al giro di boa di questo stagione sicuramente avremo un quadro più chiaro, oggi è prematuro. La mia sensazione è che il matrimonio continuerà".


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