Cabrini: "La verità su Dybala e il calcio che cambia. Spagna '82? Battemmo Maradona e..."

Antonio Cabrini, ex calciatore della Juventus e della Nazionale, ha ricordato alcuni momenti della vittoria del Mondiale in Spagna nel 1982.
Antonio Cabrini, campione del mondo al Mondiale dell’82 con l’Italia, nel giorno dell’anniversario della vittoria, è stato intervistato ai microfoni de “il Diabolico e il Divino”, trasmissione condotta da Giuseppe Falcao e Simone LP in onda su New Sound Level 90FM. Queste le sue parole: "Spagna '82? Abbiamo avuto un grande entusiasmo che ci ha dato la forza di arrivare fino in fondo, dopo la vittoria contro l'Argentina di Diego Maradona. Dopo abbiamo giocato con la consapevolezza di essere forti e compatti e la squadra è riuscita a dimostrare il proprio valore, la vittoria con l’Argentina è stata davvero la classica ciliegina sulla torta".
"La Juventus su Zaniolo? Sicuramente l’interessamento della Juventus per Zaniolo è dovuto alle carenze che sono venute fuori nel centrocampo della Juve nella passata stagione. Zaniolo nonostante non abbia ancora una collocazione tattica ben definita, mi sembra adatto a giocare dietro le punte, nella zona centrale del campo. Non lo vedo bene da esterno - spiega - troppo fuori dal gioco per uno con le sue qualità".
"Zalewski e il duello per la fascia sinistra con Spinazzola? Beh Zalewski si è adattato bene quest'anno, vederlo con Spinazzola è una cosa fattibile, possono fare grandi cose insieme. Spinazzola deve stare bene, è uno dei fluidificanti più forti in Italia e i due possono rappresentare una catena importante. Juventus? Secondo me c’è bisogno di terzini perché c’è De Sciglio che fa parte della rosa da parecchi anni ed è di ruolo, ma a me non piacciono i calciatori adattati come ad esempio Cuadrado che è stato messo terzino o a tuttafascia. L’adattamento per un atleta ne limita spesso le caratteristiche, quindi preferisco avere uno che quel ruolo l'abbia sempre fatto.
Infine su Dybala: "Come mai non ha trovato squadra? Io credo che quest'anno ci sia una grande attenzione dal punto di vista economico da parte delle società, non ci saranno grandi investimenti o contratti economici importanti, il calcio deve cambiare regime e ci sono continui richiami verso le società. Non è periodo di eccessi o investimenti folli, anche se sono questi ultimi che portano i tifosi allo stadio".








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